Curatore e fondatore di /f urbä/, Simone Marsibilio intreccia formazione scientifica, curatela e scrittura critica in un percorso dedicato all’arte contemporanea e ai suoi processi.
Simone Marsibilio è curatore indipendente e fondatore di /f urbä/, spazio per l’arte contemporanea con sede a Guardiagrele (CH), in Abruzzo.
Con una formazione in ambito scientifico, sviluppa la propria attività nell’ambito della curatela e della produzione di progetti espositivi, collaborando con artisti, gallerie, spazi indipendenti e istituzioni culturali.
Nel 2022 fonda /f urbä/, acronimo di fondazione urbana. "Fondazione" non come ragione sociale ma base solida di un'idea che comunica l'arte; "urbana" per la sua dedizione ad essere inclusiva - aperta e orizzontale nella sua visone. Si dedica alla produzione di progetti articolati tra mostre personali, collettive, residenze d'artista, progetti site-specific e attività di ricerca.
Ha curato e prodotto progetti in diversi contesti espositivi italiani, sviluppando collaborazioni con artisti italiani e internazionali e con realtà pubbliche e private. È inoltre autore di contributi critici per Segno, rivista dedicata all’arte contemporanea, per la quale sviluppa uno sguardo sulla scena artistica nazionale, attraverso la lettura di mostre, pratiche e percorsi di ricerca che contribuiscono a delineare il panorama contemporaneo italiano.
La curatela di Simone Marsibilio si sviluppa attraverso un approccio interdisciplinare, nel quale gli strumenti della formazione scientifica entrano in dialogo con le pratiche dell’arte contemporanea: osservazione, analisi dei sistemi, interdipendenza e trasformazione costituiscono alcuni dei principi attraverso cui vengono affrontati i progetti.
L’interesse si concentra sui processi attraverso cui le forme si costituiscono, si modificano e instaurano relazioni.
In questo quadro, /f urbä/ rappresenta il principale luogo di sviluppo di questa impostazione e il progetto curatoriale viene inteso come un dispositivo di relazione: non una struttura interpretativa applicata alle opere, ma una condizione capace di mettere in dialogo ricerca artistica, spazio, contesto e pubblico.
