Tempo Secondo mano | 21-25 Ott 2026 | Rome Art Week

Tempo Secondo mano

Tempo secondo mano, una variazione del libro d'artista per misurare il tempo

Nell’ambito delle attività previste per Rome Art Week, la settimana dell’arte a Roma Cosarte presenterà ’Tempo Secondo Mano’ il progetto espositivo che parte dal libro d’artista per ripensare il tempo come azione. Un’indagine sul tempo non come tema, ma come gesto, sfogliare diventa azione fisica e temporale che consuma, erode, rivela strati. Tempo Secondo Mano quindi assume il libro d’artista come dispositivo critico per misurare il tempo. Non è una mostra di libri da leggere, ma di opere che ragionano come libri: oggetti che trattengono durata, impongono una sequenza, lasciano spazio all’interruzione.  Il titolo gioca su un doppio senso. “Secondo mano” è la misura manuale del tempo, il gesto che sfoglia, sposta, trasforma. È anche la “seconda mano” che interviene su una sorta di palinsesto, aggiungendo strato su strato, cancellando per riscrivere.  Il titolo inoltre raddoppia il senso. “Secondo mano” è la misura manuale del tempo, la mano che sfoglia e trasforma. E’ anche la “seconda mano” che interviene sul palinsesto riscrivendo sopra ciò che resta. Da questa doppia interpretazione si sviluppano due possibili visioni che strutturano il progetto: 1. Palinsesto: Stratificare (dove lo Sguardo Sfoglia la Materia) Il palinsesto è una pagina raschiata che trattiene ciò che è stato cancellato, oppure un serie di sovrapposizioni che mostrano una realtà stratificata. Le opere funzionano come sedimenti. La materia, gli strati fungono da archivio. Ogni intervento aggiuntivo o di cancellatura, lascia traccia. Rientrano in questo asse lavori che operano per sovrascrittura, abrasione, corrosione, giustapposizione. Il passato non è superato: è presente come testimonianza. 2. Sequenza: Sfogliare   Sfogliare è il gesto che trasforma un oggetto in processo. È l’unica azione che introduce un prima e un dopo, un ritmo, una durata. Tempo Secondo Mano chiede opere che non si danno tutte insieme, ma impongono un attraversamento fisico o percettivo. Il libro d’artista è il modello, ma la logica si estende. Una serie pittorica pensata per essere letta in ordine, un’installazione che obbliga il corpo a un percorso, una scultura modulare che il pubblico può ricomporre. Se l’opera non si sfoglia con la mano, si sfoglia con lo sguardo o con il movimento nello spazio. L’importante è che esista una soglia temporale tra i suoi stati. Che l’opera accada. Ogni artista per il progetto  considerare l’opera come residuo di un gesto, come traccia di una durata, come ipotesi aperta. Pittura, scultura, video, installazione e performance sono ammesse se accettano questa regola: lavorare non sul tempo, ma con il tempo. Con le sue stratificazioni, le sue sequenze, le sue interruzioni.

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