Giuliana Paolucci

Dati e contatti

 

Breve biografia

Giuliana Paolucci è pittrice e curatrice, nata a Padova, vive e lavora a Roma. Dopo essersi laureata con lode in Pedagogia con indirizzo storico-filosofico all’Università della Sapienza discutendo, con il prof. Armando Rigobello, una tesi di Filosofia Estetica, consegue il diploma di Laurea in Scenografia, con il prof. Paolo Ferruzzi, all’Accademia delle Belle Arti di Roma, dove per diversi anni insegna materie al confine tra la filosofia, la storia e l’arte. Partecipa a Mostre sulla “Scenografia Teatrale” organizzate dall’Accademia e sempre per l’Accademia cura numerosi allestimenti tra i quali quello sui costumi della Ruskaja presso l’Accademia Nazionale di Danza in Roma.

Nel 2018 cura la mostra all’Istituto culturale coreano: I giochi olimpici invernali di PyeongChang.

Scrive d’Arte, di cinema, teatro e fotografia su saggi e giornali come il Domenicale su riviste come AT2000 e in particolare su La Critica una delle più raffinate riviste telematiche di Arte Design e Nuovi Media recensendovi alcune trale ultime Biennali d’Arte e di Architettura.È titolare di cattedra di Italiano e Storia al Liceo artistico di via Ripetta.

Nel 2021 il museo del Presente di Rende (Cosenza) ospita una sua personale dal titolo: “In fondo agli occhi”, curata da Roberto Sottile, nella quale vengono esposti una trentina di lavori che utilizzano principalmente l’acquerello e l’acrilico. (…)Memorie, incontri, attese che si intrecciano tra di loro per diventare visioni contemporanee di un presente dove l'immagine viene raccontata e "sciolta" grazie all'utilizzo della tecnica dell'acquarello e dell'acrilico. Sono i pensieri più intimi di Giuliana Paolucci, le sue percezioni, le emozioni scaturite dei suoi viaggi, le sue esperienze che si sommano e si sottraggono, mettendo in scena un racconto di colore fatto di stimoli visivi, intuizioni tecniche, ma anche idee e imprevedibilità. Un percorso di tenerezza, di luce e di "mirabilia", un implicito richiamo al senso del ritorno, del viaggio, della scoperta del mondo ma anche alla conquista di noi stessi(…)

Dopo gli anni della sperimentazione virtuosa in cui la sua ricerca coincide con appunti di viaggio e l’occhio segue la mano nella ricerca di quella particolare evocazione delle diverse realtà, di volta in volta incontrate,  in particolare il mondo sommerso, utilizzando principalmente l’acquerello e la china, nella sua produzione più recente emergono, come  messe in fuga dall’urgenza di uscire, figurazioni più simboliche che privilegiano la tecnica dell’acrilico e la sua maggiore potenza cromatica.

Nel 2022 partecipa con due acrilici su tela alla Mostra “Pene d’amor perduto”, curata da Alessandra De Angelis a Palazzo Chigi di Ariccia.

 

 

 

nell'acqua
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