Katarzyna Bak


Ciascuno porta in sé le tracce dei luoghi della propria infanzia. In me la storia tormentata della Polonia e la sua natura selvaggia hanno tracciato solchi profondi. La campagna della Slesia natìa è all’origine del mio attaccamento alla natura e le forme del paesaggio che hanno accompagnato i miei primi anni, la natura che ho respirato, si riveleranno in seguito una delle mie più potenti fonti d’ispirazione.
Le prime esperienze di disegno a matita mi spingono a frequentare il liceo artistico dove prendo contatto con le tecniche di disegno, pittura, e tessuto. L’osservazione della contaminazione reciproca degli oggetti dell’ambiente circostante si traduce nei miei primi timidi approcci alla pittura.
Il mio apprendistato artistico prosegue alla Facoltà di Educazione Artistica di Czestochowa, dove studio pittura, disegno, scultura, fotografia e le tecniche incisorie di stampa: acquaforte, acquatinta, puntasecca e litografia.
L’esperienza universitaria fa crescere la mia consapevolezza artistica che si concretizza in un ciclo di litografie da me ideato e realizzato, sotto la guida dell’artista prof. Grzegorz Banaszkiewicz, dal titolo “Vita e morte”.

La mia riflessione artistica comincia a esplorare l’universo donna e sfocia nella realizzazione del primo progetto individuale, il ciclo “Woman’s Theatre”, rappresentazione in tre atti: Woman faces, Without limits, Mask. Il ciclo trova compendio e didascalia nei versi di “Ewa”, del poeta polacco Julian Tuwim:
Poiché Dio l’ha creata e satana l’ha stregata,
È da sempre e per sempre peccatrice e beata,
Tradimento e fedeltà, perfidia ed incanto,
Delizia e sconforto, sorriso e pianto…
È angelo e demonio, miracolo e fantasma,
E vertice sulle nubi e abisso senza fondo.
È il principio e la fine del mondo…
(traduzione di Paolo Statuti)
e rappresenta una contrapposizione degli opposti che si risolve in equilibrio attraverso un gioco delle parti.

Il progetto “Women Act” è la prosecuzione del Woman’s Theatre, una ricerca, attraverso il nudo, della parte più interiore dell’universo femminile, dove il tratto rapido cerca di catturare contrasti e contraddizioni. La velocità del segno, amplificata da colori violenti, insegue spasmodicamente l’attimo per raggiungerlo solo nel momento in cui già appartiene al passato. È una ricerca del presente, dell’essere.
Nel progetto “The space" protagonisti sono lo spazio e le manifestazioni della forma. L’Io che si rapporta al mondo e cerca di trovare una sua ipotesi di collocazione. Una riflessione sull’infinità delle combinazioni che scaturiscono dal rapporto tra lo spazio e gli oggetti che interagiscono con esso.

A chi mi chiede “in che consiste il tuo stile?” rispondo che il mio stile rappresenta un’energia in perenne stato di trasformazione. Nel mio caso credo che cercare di definire lo stile sia un tentativo di catalogazione e incasellamento di un qualcosa di estremamente mutevole.
Spesso utilizzo acrilico, pastelli e carboncino su diversi supporti come carta, cartoncini e tela lasciando la porta aperta a nuovi materiali e modi di esprimermi dettati dalla mia curiosità servendomi anche della fotografia per creare un repertorio di forme e composizioni nascoste nella bellezza talvolta straziante delle cose che ci circondano e a cui attingere nel momento in cui realizzo un’opera.
Tra gli artisti che mi hanno lasciato il segno più profondo:
Giotto, El Greco, Egon Schiele, Henri Matisse, Amedeo Modigliani, Jerzy Nowosielski, Maurice de Vlaminck, Pablo Picasso, Mark Rothko.
Tra i movimenti in cui più mi ritrovo c’è l’espressionismo, l’esaltazione del lato emotivo della realtà, una meditazione sulla verità, un criterio di verità e una riflessione sulla libertà.
Chi osserva le mie opere è colpito dal contrasto violento dei colori con i segni dinamici con cui cercano di dialogare. Per me ciò simbolizza una sorta di ribellione dello spirito contro la materia e contro i limiti posti da essa.
Sintetizzare forma e colore è un processo complicato. Per eliminare i rumori di fondo, per isolare l’essenziale e poterlo comunicare a volte serve una linea delicata e un colore crudele, altre una linea forte e un colore delicato. Per isolare il silenzio dal rumore, per rendere visibile la traccia che lascia l’invisibile, per far svanire il superfluo.

“Occhio del ciclone” è il mio ultimo progetto incentrato sulla ciclicità e sulla trasformazione dell’essere.

 

Mostre:
1996 “Sight and space”, Pittura - Ustka, Polonia.
1997  Exhibition of lithographies, Litografia - Anversa, Belgio.
1998 “Ontomoeting”, Litografia - Czestochowa, Polonia.
1999 “Life and death”, Litografia - Krakow, Polonia.
2002 “Prove d’artista”, Acquaforta e Acquatinta - Roma, Italia.
2006 “Fuori dei binari”, Disegno - Rome, Italia.
2006 “Crack” - fumetti dirompenti”, Disegno e Pittura - Roma, Italia.
2009 “Apophis - kometa”, Pittura - Roma, Italia.
2010 “Monna Lisa’s interpretations“ Live painting - Roma, Italia.
2011 “Woman’s theatre” Disegno e Pittura - Lodz, Polonia.
2016  Cultural traffic, art exhibition - London, Regno Unito.
2018 “Woman Act” Pittura e Disegno, ParallaxArtFair - London, Regno Unito.

2019 “The Space” “Woman Act” Painting and Drawing, Travel Book Bar - Rome, Italy.
2019 “The Space” “Woman Act” Painting and Drawing, Galleria la Pigna - Rome, Italy

Altro:
“Biennale Students’ graphic”, Digital Poster - Polonia.
“Carnevale di Ivrea” Vincitore del premio per poster, Digital Poster - Italia.
“Bodegas Terras Gauda” - Digital Poster - Spagna.
“20th International Poster Biennale”, Digital Poster - Polonia.
Africa Crying “Good 50x70”, Digital Poster - Italia.
“IV International Design Festival” Vincitrice del premio, Digital Poster - Ucraina.
“Animali Contromano” Libro per bambini, Illustrazioni - Italia.

Per ulteriori informazioni visita il mio sito: www.katarzynabak.com

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