Forma Urbis riprende e sviluppa il percorso curatoriale avviato nel 2025 con Forma Abitata, spostando la riflessione dalla dimensione dello spazio vissuto a quella, più ampia e stratificata, della città.
Forma Abitata nasceva all’interno di un hotel, uno spazio per sua natura attraversato, occupato temporaneamente, abitato e poi lasciato. Il progetto interrogava la relazione tra opera, corpo e luogo, strizzando l’occhio a quella tensione tra materia, presenza e spazio che attraversa la ricerca di Jannis Kounellis: l’opera non come oggetto isolato, ma come presenza capace di modificare il luogo e, al tempo stesso, di esserne modificata.
A un anno di distanza cambia lo spazio e, con esso, cambia la scala dello sguardo.
Forma Urbis approda nel centro storico di Roma, in Via della Reginella, a pochi passi dal Teatro di Marcello, in un tessuto urbano nel quale le epoche non si succedono semplicemente, ma convivono, affiorano e continuamente si sovrascrivono. Se nella precedente esperienza curatoriale era lo spazio interno a essere “abitato” dall’opera, ora è la città stessa a diventare dispositivo concettuale della mostra.
Il titolo richiama la Forma Urbis Romae, la monumentale pianta marmorea severiana sulla quale la città veniva tradotta in segno, incisa e ricomposta attraverso la rappresentazione dei suoi spazi. Di quella mappa ci sono giunti frammenti: porzioni di una totalità perduta che continuano, proprio nella loro incompletezza, a restituire l’immagine di una città.
È nella tensione tra frammento e insieme, permanenza e trasformazione, memoria e presente che si colloca il progetto.
Forma Urbis non chiede agli artisti di rappresentare Roma. La mostra è volutamente a tema libero. Roma non è il soggetto delle opere, ma il luogo — fisico e simbolico — nel quale linguaggi, provenienze e ricerche autonome entrano temporaneamente in relazione.
La selezione riunisce tredici artisti italiani e lituani e accorda predominanza a forme astratte che mantengono una relazione con il mondo riconoscibile. Tracce vegetali, paesaggi, corpi e presenze animali emergono dalla materia e dal colore, si precisano nel segno o si intrecciano alla costruzione digitale. La figura resta talvolta soltanto suggerita; altrove acquista evidenza, pur conservando l’ambiguità che permette allo sguardo di attraversare più possibilità di lettura.
Queste presenze costruiscono un continuum narrativo. Un andamento organico può trovare corrispondenza in una forma corporea; una ramificazione pittorica prosegue idealmente nelle trame di un’immagine digitale; il rapporto tra figura e ambiente si estende alla consistenza tridimensionale della scultura. Le affinità visive accompagnano il passaggio tra opere differenti, facendo emergere relazioni tra natura, corpo, memoria e immaginazione.
Anche i materiali partecipano a questa trama. La superficie dipinta trattiene il gesto, il legno conserva venature e irregolarità, il tessuto costruisce il volume attraverso cuciture e articolazioni. La video-performance introduce il tempo dell’azione, rendendo la formazione dell’immagine un processo che si svolge davanti allo spettatore. Attraverso queste diverse modalità, la forma diventa il luogo nel quale un’esperienza acquista presenza e può essere condivisa.
La libertà delle ricerche trova così una struttura nelle relazioni aperte dalla scelta curatoriale. Il percorso invita a osservare come un’immagine possa richiamarne un’altra e come, nella successione, ciascuna opera acquisisca ulteriori possibilità di significato.
Dalla forma abitata alla forma della città, la ricerca si amplia senza interrompersi. Lo spazio cambia, la domanda rimane aperta: quale forma assume un luogo quando viene attraversato dall’arte?
Roma accoglie questo incontro nel proprio tessuto storico e culturale, offrendo a sensibilità e immaginari differenti uno spazio di partecipazione alla vita contemporanea della città.
Roma non è il tema. È il punto di convergenza.
Ilaria Giacobbi
FORMA URBIS
A cura di Ilaria Giacobbi
Galleria Pennelli in Festa
Via della Reginella 11, Roma
17–25 ottobre 2026
Rome Art Week — Undicesima edizione
19–25 ottobre 2026
Inaugurazione: sabato 17 ottobre, ore 18:00–20:00
Ingresso libero


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