Francesca Grosso è un’artista multidisciplinare, flautista, pittrice e scrittrice. È fondatrice dei progetti di arte contemporanea Duemila Voci (2018) e ideatrice del Calligramma Artistico-Sociale, una pratica che nasce dalla raccolta di testi, interviste e testimonianze collettive e trasforma la parola scritta in materia visiva, reinterpretando il calligramma in una dimensione sociale e corale.
La sua ricerca attraversa parola, segno, colore e suono, sviluppando un linguaggio sinestetico in cui arti visive, scrittura, performance e musica convergono. Nel suo percorso ricorrono, tra gli altri, temi legati al rapporto tra individuo e collettività, al senso di alterità, alla fragilità della figura umana e della memoria, ai diritti umani, all’iper-informazione e alle ambiguità del linguaggio.
Si diploma a pieni voti in Flauto Traverso presso il Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma nel 2010 e consegue nel 2013 la laurea in Arti e Scienze dello Spettacolo presso l’Università “La Sapienza” di Roma, con una tesi in Etnomusicologia dedicata alle problematiche contemporanee dell’ascolto nella fonosfera urbana. Prosegue gli studi di alto perfezionamento musicale presso l’Accademia Italiana del Flauto e partecipa a masterclass con musicisti di rilievo internazionale.
Pur dedicandosi alla pittura fin dall’infanzia, inizia a presentare pubblicamente il proprio lavoro nel 2017, anno in cui riceve il Premio Fabrizio De André per la pittura con l’opera La Cattiva Strada. Nel 2018 sviluppa i primi progetti Duemila Voci, basati sul coinvolgimento diretto delle persone e sulla trasformazione delle loro parole in opere visive.
Da questa esperienza prende forma il Calligramma Artistico-Sociale, una pratica che si sviluppa attraverso opere, performance e installazioni, prevalentemente realizzate con penna e inchiostro. Tra i progetti più significativi figurano La Voce dei 2000, Voci dalla Quarantena, le performance de L’Urlo di Penelope nel giardino del Museo MAXXI di Roma, Who’s Your Enemy (Düsseldorf, 2023), realizzato in collaborazione con l’artista Vera Vorneweg, e l’opera collettiva Migliaia di persone come una per l’Università di Bologna (2023), oggi in esposizione permanente presso l’Ateneo.
Ha inoltre realizzato ritratti di parole dedicati a Peppino e Felicia Impastato, esposti presso Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato a Cinisi, e un ritratto realizzato in collaborazione con l’associazione InOltre nell’ambito della campagna per la liberazione di Patrick Zaki.
La sua ricerca pittorica comprende acquerello, olio e tecniche miste e si sviluppa attraverso il rapporto tra gesto, ascolto e percezione, traducendo il suono in materia pittorica e indagando, tra gli altri aspetti, la fragilità della figura umana.
Nel 2024 esordisce come autrice con la pubblicazione del racconto illustrato Vietato ai poeti guardare la luna (Splēn Edizioni), nel quale il calligramma artistico entra in dialogo con la narrativa.
Dal 2025 la ricerca si apre ulteriormente al colore e al suono, portando il calligramma verso una dimensione sempre più performativa e sinestetica, in cui scrittura, pittura e musica convergono in un unico spazio espressivo.
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