La ricerca artistica di Maria Luisa Pace si propone di restituire la centralità alla bellezza intrinseca dell'interiorità umana. Il suo lavoro si sviluppa attraverso collezioni strutturate e concettuali, in cui le opere sono affiancate da un manifesto e da poesie ermetiche.
Ogni tela mappa una specifica condizione psicologica dell'uomo contemporaneo- ansia, stress, alienazione urbana- interpretata non come un evento statico, ma come un'alchimia dinamica di singole emozioni e ricordi.
Mutando il principio generativo della sperimentazione di Brian Eno, lo stato mentale viene impresso sulla tela attraverso la sovrapposizione e miscelazione di tracce materiche, analogamente al processo con cui le tracce su nastro magnetico compongono la materia sonora.


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