La volontà di andare oltre la poetica del maestro umbro facendo affidamento sulle mie capacità manuali e mentali mi ha portato alla riflessione su come creare dei supporti stampabili a torchio di uno spessore tale da poter essere assimilati alla pittura materica, al limite della rottura della carta in fase di stampa. Le diverse risposte al calore e alla fiamma viva dei vari tipi di plastiche da me sperimentate, applicate poi su supporti rigidi (legno, plexiglass o alluminio), atti a passare sotto il torchio, mi permettono di rendere molteplici effetti materici e coloristici, concentrando poi il mio lavoro nella fase di stampa, che diventa essa stessa un processo indipendente di creazione. Strettamente connessa al lavoro tecnico si sviluppa la necessità di esprimere emozioni e riflessioni che siano spunto per il fruitore, un’occasione per guarirsi e migliorarsi. Indagando la materia ricerco me stesso, sperimentando diversi accostamenti di colori ricerco le mie sfumature animiche. In esposizione ci sono anche stampe da supporti sperimentali non combusti (per esempio Apnea e Apnea II), ma la totale assenza di lavori tradizionali su zinco rame o legno non è un rinnegare la tradizione ma un bisogno impellente di racimolare rifiuti e scarti di una società capitalistica quasi irrimediabilmente soffocata dal profitto e dalla sovrapproduzione e farli rivivere in qualcosa di positivo e stimolante.
Andrea Pacini

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