Lo scultore Paolo Frattari è chiuso tra pareti di vetro, con gli scalpelli rifinisce, Corpus, la sua scultura.
La stanza di vetro diventa così uno spazio sospeso, un luogo di lavoro ma anche di osservazione. Il processo creativo, la fatica, la concentrazione, il rapporto fisico tra l’artista e la materia normalmente appartengono alla dimensione privata dell’atelier, ma qui vengono portati alla vista.
Scolpire è un gesto antico, forse uno dei più antichi gesti attraverso cui l’uomo ha cercato di trasformare la materia e lasciare una traccia di sé. Togliere, incidere, sottrarre materia per far emergere una forma. Ogni colpo di scalpello modifica la superficie del legno lasciando una traccia.
La scultura, il gesto e l’artista diventano un’unica installazione.
L’istallazione, l’opera d’arte, è lo scultore stesso e il suo atto creativo, il suo corpo, la sua presenza, la sua manualità nel trattare la materia.

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