In occasione del 70° anniversario della Rivoluzione ungherese del 1956, Palazzo Falconieri presenta una mostra dedicata ad Ata Kandó (1913–2017) e alle fotografie realizzate durante uno dei momenti più drammatici della storia ungherese.
Nel novembre 1956, insieme a Violette Cornelius, Ata Kandó raggiunse il confine austro-ungherese per documentare la fuga di famiglie, bambini e giovani in cerca di sicurezza.
Da quelle immagini nacque il celebre “Piros könyv” (Libro rosso), pubblicato in tempi rapidissimi e il cui ricavato fu interamente destinato al sostegno dei profughi.
Nello stesso anno, durante l’estate in Italia, Ata Kandó realizzò insieme ai suoi figli il ciclo fotografico Odissea. Ispirate all’epopea di Omero, queste immagini evocano il viaggio, la memoria familiare, l’immaginazione e la ricerca di una casa.
Le fotografie di Kandó non sono soltanto una testimonianza degli eventi. Raccontano le persone, i loro legami e il dramma della fuga attraverso uno sguardo capace di unire attenzione, empatia e partecipazione.
Ata Kandó 1956 – Odissea invita così a incontrare queste immagini come una riflessione sulla memoria, sulla solidarietà e sul viaggio, tra realtà storica e immaginazione.
La mostra è l’adattamento dell’esposizione Odissea – Le storie personali e collettive di Ata Kandó, presentata nel 2025 nell’ambito del Pécsi Fotótavasz presso la m21 Galéria (Quartiere Culturale Zsolnay), a cura di Gabriella Csizek e Krisztina Erdei.
Il lascito fotografico di Ata Kandó, compresi I negativi e le stampe d’epoca, è conservato presso il Nederlands Fotomuseum di Rotterdam.
www.nederlandsfotomuseum.nl


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