Il laboratorio fotografico nasce come un’esperienza di ricerca relazionale e di ascolto profondo. Più che sulla tecnica pura, il percorso si è focalizzato sulla qualità della presenza e sulla condivisione dello sguardo, accompagnando Pablo e Sebastian, due giovani adolescenti, nell'esplorazione della propria sensibilità visiva. Dalla continuità del dialogo è nata l'esigenza di capovolgere la consueta scala percettiva: la dimensione del "grande" non va cercata necessariamente lontano, ma si cela spesso nei dettagli quotidiani e trascurati che popolano lo spazio che abitiamo.
La ricerca visiva si è sviluppata attraverso tre luoghi chiave del territorio: dagli interni dell'associazione 1 2 3 WE Start odv, dove sono stati realizzati i primi scatti dedicati alla luce e agli oggetti, a piazza Nostra Signora di Guadalupe con gli scatti dedicati alla colonna ai caduti di tutte le guerre, fino all'immersione nel parco di Santa Maria della Pietà. In questo parco storico, lo sguardo fotografico si fa gesto di riscatto e di riscoperta: la natura, con le sue cortecce monumentali e le trame di muschio, diventa materia viva e poetica.
I "frammenti minimi" raccolti da Pablo e Sebastian non sono semplici dettagli formali, ma porte d'accesso a un "piccolo grande mondo". L'allestimento finale, arricchito dai nodi in filo rosso realizzati dalle signore del laboratorio di cucito dell'associazione, trasforma l'opera in una trama di connessioni intergenerazionali, offrendo al pubblico un'intensa lezione di meraviglia e di attenzione.

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