Tre artisti, tre visioni distintive, un’unica esplorazione condivisa dell’arte contemporanea. Fabio Cicuto trasforma la materia urbana e la memoria in astrazioni liriche. Motti indaga il dialogo tra forma, texture e natura attraverso la scultura, mentre Trani evoca il mare, l’orizzonte e l’infinito attraverso paesaggi astratti dalle atmosfere rarefatte. Insieme, le loro opere danno vita a un dialogo tra materia, emozione e percezione, invitando il pubblico a esplorare nuove prospettive sull’arte e sul mondo che ci circonda.
La ricerca artistica di Fabio Cicuto esplora la libertà dell’espressione astratta, trasformando le texture e i colori del paesaggio urbano in composizioni poetiche. Attraverso un uso non convenzionale dei materiali, l’artista indaga la memoria della materia e la sua capacità di custodire le tracce delle esperienze vissute. I suoi dipinti si configurano come archivi visivi, in cui gesti, simboli e contrasti evocano il passare del tempo, la complessità della memoria e il dialogo tra passato, presente e futuro. Il suo linguaggio artistico si distingue per un’interpretazione personale dell’essenzialismo astratto, in cui colore, texture e composizione assumono un ruolo centrale.
Elviro Motti esplora la materia attraverso la scultura, plasmandola in un punto d'incontro tra ambiente naturale e intervento artistico. Nelle sue opere convive il contrasto tra materiali allo stato grezzo e volumi modellati, in un continuo confronto tra tensione formale e ricerca di equilibrio. Le superfici, ricche di variazioni e sfumature tattili, rivelano una materia in costante trasformazione, capace di stimolare non soltanto lo sguardo, ma anche la sensibilità del corpo. La scultura si fa così esperienza immersiva, sospesa tra concretezza e immaginazione.
La pittura di Trani trova nel mare una fonte privilegiata di ispirazione, da cui partono itinerari interiori e la cui visione suggerisce momenti di contemplazione. Le sue tele delineano scenari lontani da riferimenti geografici precisi, mantenendone una delicatezza astratta, nei quali cielo e acqua si incontrano in atmosfere rarefatte. Il colore assume un ruolo essenziale: si espande, si sovrappone e si dissolve, rendendo incerto il confine tra gli elementi e aprendo lo spazio a molteplici interpretazioni. Da questa sospensione emerge uno stato rigenerativo, simile alla quiete che segue una traversata ostacolata da una tempesta illuminante.
Artisti: Cicuto, Motti, Trani
Titolo della mostra: Mostra permanente
Dove: Medina Art Gallery, Via Angelo Poliziano 28, Roma
Quando: 19–25 ottobre 2026
Orari di apertura: Lunedì–domenica, 10:00–13:00 e 15:30–19:00


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