LA FORMA DEL SENTIRE
La mostra così come la mia intera ricerca pittorica nasce da una riflessione sul corpo, inteso non come immagine da rappresentare, ma come luogo dell'esperienza, come via di conoscenza. Un’indagine profondamente influenzata da oltre trentacinque anni di studio sul corpo inizialmente attraverso la pratica dello yoga e, successivamente, attraverso la visione tantrica, che considera il corpo come strumento di consapevolezza e di trasformazione.
Attraverso il corpo incontriamo il mondo, riconosciamo l'altro, viviamo il desiderio, la vicinanza, la perdita, la gioia. Prima ancora del pensiero, è il corpo a custodire il linguaggio più profondo ad esprimere le forme più complesse del sentire.
Le opere raccolte in “La forma del sentire” non cercano la definizione della figura. I corpi affiorano dalla materia pittorica e, nello stesso tempo, sembrano dissolversi per restare in sospensione tra segno e macchia, nell’intervallo che si trova tra luminescenza e respiro. Il volto, il gesto e l'abbraccio sono immagini essenziali, aperte all'esperienza di chi osserva.
Ogni dipinto in mostra porta il titolo “Emozione residua”, seguito da un numero progressivo. Non si tratta di opere dedicate ad emozioni diverse, ma variazioni di una stessa ricerca: ciò che permane quando il ricordo perde i suoi contorni e rimane soltanto l'intensità dell'esperienza vissuta. Come nella memoria, così nella pittura la forma può velarsi senza che venga meno il sentire, è proprio ciò che non si mostra completamente a rivelare con maggiore forza la sua presenza.
Nella costruzione dell'immagine affiora spesso un elemento inatteso: un colore che rompe l'equilibrio, una forma che devia dal ritmo dell'insieme. Una dissonanza non casuale, una scelta necessaria, ricercare l’armonia e l’equilibrio accogliendo l'imprevisto, mossa dal bisogno di viaggiare entro binari che io stessa ho tracciato, rivendicando sempre la libertà di deragliare.
Le immagini che dipingo chiedono di essere attraversate, invitano a sostare in uno spazio in cui il visibile non esaurisce il significato, ma apre al mistero come dimensione altra dell’essere. Ogni esperienza autentica cela una parte che si sottrae alle definizioni, continuando a vivere nella forma come silenziosa emozione residua.
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