Franco Nuti


Franco Nuti è nato a Roma. Vive e lavora tra Napoli e Roma.

Formatosi presso l’Accademia di Belle Arti diRoma, Nuti esordisce nel 1988 esponendo una serie di lavori ad acquerello su carta riportata su tela, presso l’Accademia di Romania. Ripete questa esperienza in una mostra personale con lavori che si caratterizzano per l’uso di carte veline, increspate dall’artista, ancorate su tela, presso il Centro di Ricerca Artistica Luigi di Sarro.

Le tematiche dei lavori riguardano la realtà, il vissuto, la memoria; espresse sul piano formale in una idealità  che tende alla creatività, elemento questo  costante nella ricerca di Nuti. La partecipazione al Progetto Civitella D’Agliano, a cura di Massimo Carboni, Beat Streuli e Cristoph Gallioe i soggiorni a New York  insieme ad una profonda riflessione  generano gli Assemblaggi. Opere nelle quali gli oggetti relativi alla vita quotidiana dell’artista, sonoi testimoni del disordine, della confusione, del disagio ed hanno anche una coloritura ironica, sono state esposte nella personale alla galleria 5-55 diretta da Luigi La Rosa Gravina, a cura di Giuditta Villa.

La ricerca si incentra anche sui materiali. Involucri  trasparenti in PVC, gonfiati con aria compressa, contenenti brani pittorici su carta, che costituiscono  il nucleo dell’installazione realizzata in occasione della Rassegna Sacrifici, a cura di Mario de Candia e Sandro Cappelletto, presso Lo Studio sito in Roma, tenutasi nel 1998; lavori questi riproposti l’anno successivo nell’evento curato da Alessandra Toscani con la collaborazione di Vittoria Biasi, presso la Fortezza da Basso a Firenze.

Nel 1998 ha inizio l’insegnamento presso il Centro di Salute Mentale, svolgendo un programma riabilitativo, incentrato sull’uso del colore,e contemporaneamente prosegue la sperimentazione che lo porta a misurarsi con materiali diversi (plexiglas), con differenti forme espressive: l’installazione. Una barca carica di…, una miriade di disegni su carta velina accartocciati, disposti su di essa, che trova lo spazio espositivo  presso Arte Fuori Centro a cura di Barbara Tosi. 

Un diverso ambito di ricerca è la performance intitolata Carta Bianca, nell’ambito della Rassegna Carta in Gioco presso AMO Villa DePisa, Olevano. Il gruppo di lavori successivo comprende Mappe Celesti, sculture cilindriche di plexiglas, con disegni e pitture su carta e su tela chiusi all’interno di cilindri; inoltre La Macchina Del Tempo; le installazioni, Passaggio A Sud Oveste, Le Pagine. Tutti questi lavori sono esposti nella personale intitolata Passaggio a Sud Ovest, a cura di Barbara Tosi, con testi critici di Loredana Rea e Barbara Tosi, tenutasi presso la Villa Comunale a Frosinone. Nel 2011/12 la collaborazione con lo storico dell’arte Barbara Tosi dà luogo alla nascita del Biennio di Specialistica in Arte Per La Terapia, presso l’Accademia di Belle Arti di Roma.

Il carattere sperimentale che lo sospinge all’utilizzazione di materiali eterogenei, lo avvicina al ferro e al legno multistrato, senza per questo abbandonare nulla delle esperienze precedenti. Strutture in ferro che sostengono  rotoli di carta contenenti disegni e pittura solo in parte visibili, sono esposte nella Rassegna biennale di opere in carta intitolata Tra carte a cura di Loredana Rea, progetto di Vito Capone,  presso la Fondazione  Banca del Monte Domenico Siniscalco Ceci a Foggia, nel 2013. Nell’installazione, esposta presso la Minigallery di Assisi, a cura di Paolo Dalpasso nel 2015, Il Colore e il Movimento, le pitture realizzate sopra piccole tavole di legno multistrato disposte a parete su dei leggii di plexiglas. Nello stesso anno espone presso la Biblioteca Nazionale di Napoli – Sezione Papiri, nella personale intitolata Rimandi a cura di Marco Amore, ed anche presso la galleria. Anywhere Art Company  a Napoli. Successivamente, nel 2016  realizza  l’installazione, Le Impronte Della Memoria, nell’ambito della mostra Della natura della cultura, a cura di Enrica Petrarulo, presso Arte Fuori Centro a Roma. Nello stesso anno realizza l’installazione, l’addizione, nell’ambito del progetto di Brecce per l’arte contemporanea, Il sogno verde a cura di Antonio Capaccio e Claudia Rozi, presso il Real Orto Botanico di Napoli. Nel 2017, nella personale La grammatica dell’esistenza a cura di Loredana Rea, realizza l’installazione, Senza titolo, presso la Fondazione Umberto Mastroianni di Arpino. Nel 2018 partecipa a Specula, presso la chiesa di Santa Maria in Grotta (CS), a cura di Giuseppe Rago.

Nuti ha partecipato a  importanti manifestazioni quali la V Biennale del Libro D’Artista Città di Cassino, Biblioteca Malatesta, Cassino (FR) (2007) e la V Fifth International Artists’BookExhibition, King St. Stephen Museum, Székesfehérva’r, Hungary.