Laura De Lorenzo


LAURA DE LORENZO

CURRICULUM

Da sempre attiva e residente a Roma, ho trasferito in tempi recenti il mio studio a Monte Caminetto (Sacrofano), per poter disporre di più ampi spazi necessari alla mia attività artististica.

Il mio lavoro è un compendio tra pittura e scultura, più rare le installazioni. Tutte le mie opere sono fortemente tridimensionali, realizzate con materiali inusuali e di recupero, solidamente amalgamati.

Posseggo un ampio archivio di oggetti trovati, selezionati per la loro espressività (già portatori di un forte potenziale di “arte involontaria”), con cui dare vita ad enigmatiche composizioni astratte – e non solo – nelle quali offro loro un nuovo contesto in cui esibirsi.

Studio le capacità di ciascuna materia di rispondere alla mia esigenza di rigore compositivo (certamente indotta dalla formazione di architetto), l’unica costante di un percorso artistico che si è snodato attraverso fasi apparentemente disomogenee.

Ho iniziato a comporre con metallo, legno, cemento, gesso, poco dopo l’esordiopittorico, nei primi anni '80, presso lo Studio Gabrielli, in via Margutta, con il gruppo romano neo-costruttivista “TELOS”, sostenuto da Filiberto Menna e significativamente supportato dal Maestro Ermanno Leinardi. 

Successivamente ho preso parte a diverse mostre organizzate dallo “Studio Zero” di Roma, attivo soprattutto all’estero.

Dalla fine degli anni ‘90 inizia il mio percorso individuale, esteso anche alla scultura.

Fino ad allora tuttavia l’attività artistica non è stata per me esclusiva, svolgendo parallelamente diversi altri ruoli – quali architetto, musicista jazz, designer – tutti comunque di tipo creativo.

Preziosissima è stata la lunga esperienza presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, come architetto incaricato dell’allestimento di grandi mostre e di grafica museale.

E’ un’emozione indescrivibile trovarsi “dietro le quinte” di un Museo, movimentare con le proprie mani (naturalmente guantate) opere di grandi maestri (persino Van Gogh!), studiandone la migliore collocazione, senza contare il rapporto che ho potuto instaurare con gli artisti viventi!

L’incoraggiamento e il sostegno di due Soprintendenti alla GNAM – Augusta Monferini e Maria Vittoria Marini Clarelli – ha reso possibile, nel 2005, la mia mostra di maggiore rilevanza: 17 opere sotto il titolo “PITTURA E MATERIA”, presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, a cura di Maurizio Calvesi e Mario Ursino.

Fu però il Maestro Fabio Mauri a dare una svolta decisiva alla mia vita professionale, spingendomi a concentrarmi sulle arti visive, a suo parere, il mio maggior talento.

Ho così ho rallentato, non senza un certo rammarico, tutte le altre attività, intensificando la produzione artistica, che mi ha regalato una nuova fase, caratterizzata da nuove tecniche espressive.

Ho iniziato a sperimentare l’utilizzo delle materie plastiche, le più disparate, che mi affascinano per il loro comportamento “anarchico”, se trattate ad alta temperatura.

Ho anche imparato a “domare” la materia durante la fusione, per coniugare la sua libertà di deformarsi e di espandersi, con i miei precisi intenti compositivi.

La personale “MELTIN’ POT”, tenutasi al Palazzo Chigi di Formello (RM) nel 2014, curata da Maria Vittoria Marini Clarelli, ha segnato l’inizio di questa nuova tecnica, che ha poi dato vita a collezioni successive, ancora in via di evoluzione.

Esempi significativi se ne riscontrano, nella mostra CoNMEDIANTI (Roma, 2015), a cura di Romina Guidelli e Roberta Cima, nella grande installazione presso il MAAM Museo dell'altro e dell'altrove (2015) e nella collezione permanente del DIF Museo diffuso di Formello (2016/17).

Tra il 2017 e il 2018 ampie selezioni di miei lavori, realizzati con fusioni di materie plastiche, sono presenti nelle più importanti Fiere d’Arte italiane.

Nel 2018 ho esposto a Zagarolo, quale finalista del Rospigliosi Prize.

Sempre nel 2018, ho preso parte alla mostra “Introspezioni”, presso la Bat-Gallery/Studio Milani di Roma.

Il mio lavoro attuale ritengo si possa inserire nella corrente dell’Informale materico, con una prevalente connotazione “dark” data la preferenza per le tonalità del grigio-nero e la tendenza a una certa severità compositiva.

Ma in rari casi rompo gli schemi con clamorosi “exploit” di colore, che uso in maniera esagerata, assolutamente antidecorativa e direi, persino trasgressiva.

Attualmente (ottobre 2018), sono in mostra a Latina presso lo Spazio COMEL, in qualità di finalista del Premio internazionale “Armonie in alluminio” e sto inoltre preparando il mio progetto da realizzare in uno degli atelier del MACRO Asilo.