Diana Pintaldi


STATEMENT

I miei lavori sono la rielaborazione sulla linea del tempo di un evento vissuto. Attraverso un processo di sintesi per addizione, come se potessi scorrere sulla pellicola di un film e avessi a disposizione tutti i fotogrammi, raccolgo gli istanti più significativi e li sovrappongo. L’opera, che richiama una fotografia a lunga esposizione, non è altro che l'essenza dell’evento con le sue forze esterne e interne che la sospingono.
Rivisito così l’espressionismo e il futurismo, credendo nel potere del movimento e nella forza della pittura per generare nello spettatore un dinamismo attivo.

Finora ho studiato il movimento in molte delle sue sfere: nell’anatomia, nel tempo, nello spazio, nella chimica, nell’emozione.... Mentre tutto intorno continua a mutare, l'uomo cerca di fermare il tempo, rappresentarne un istante pensando così di diventarne padrone. Da questo conflitto nascono i miei dipinti che, partendo da un supporto statico, vogliono riconsegnare all’istante il movimento di cui esso era parte. E' la ricerca di un dinamismo attivo, simbolo di vita e di evoluzione continua contro tutto ciò che è immobilità (grande malattia del nostro tempo).

Dipingo muovendomi non solo nelle tre dimensioni, ma nella quarta (il tempo) e nella quinta (il sentimento, il movimento interiore).

Dipingo il corpo umano mosso dalle forze interne e esterne che lo animano.

Dipingo l’essenza delle cose in quanto vive, funzionanti o funzionali. Nulla di ciò che realizzo è mai fermo perché ciò che è fermo è impercettibile nel Tutto.

Dipingo il conglomerarsi di un evento tralasciando il superfluo. 

Dipingo l’essenza della forma come indizio per lo spettatore, per lasciare che si abbandoni al sentimento e che nelle linee immagini i dettagli che preferisce per farle sue. Ed è in questo modo che sulla tela l’immagine può durare e modificarsi, iniziare e finire, perché è l’osservatore che immaginando i dettagli diviene padrone del tempo. 

 

 

Pianista. Acrilico su tela. 90*130. 2018. I miei lavori sono la rielaborazione sulla linea del tempo di un evento vissuto. Attraverso un processo di sintesi per addizione, come se potessi scorrere su una pellicola e avessi a disposizione tutti i fotogrammi, raccolgo gli istanti più significativi e li sovrappongo. L’opera, che richiama una fotografia a lunga esposizione, non è altro che l'essenza dell’evento con le sue forze esterne e interne che la sospingono.  Rivisito così l’espressionismo e il futurismo, credendo nel potere del movimento e nella forza della pittura per generare nello spettatore un dinamismo attivo.
Pescatori su Tevere.