Diana Pintaldi


Dal 30 luglio al 4 agosto #ATELIER2 - MACRO ASILO

IL 30 luglio ore 18, sala cinema #AUTORITRATTO


BIOGRAFIA

Sono nata in una famiglia di artisti a Roma nel 1988. Affascinata già da piccolissima dai fotogrammi che generano i filmati, ho imparato a disegnare usando il fermo immagine. Dopo il liceo scientifico, la laurea in Scienze Motorie mi ha permesso di approfondire l’anatomia e il movimento del corpo umano non solo a livello  biomeccanico, ma anche come manifestazione armonica-espressiva dell’interiorità dell’individuo.
Nel 2014 ho aperto il mio studio in un ex locale cassoni sui tetti di Via lima 28, e ho cominciato la mia ricerca del dinamismo sulla tela.


STATEMENT

I miei lavori sono la rielaborazione sulla linea del tempo di un evento vissuto. Attraverso un processo di sintesi per addizione, come se potessi scorrere sulla pellicola di un film e avessi a disposizione tutti i fotogrammi, raccolgo gli istanti più significativi e li sovrappongo. La risultante non è altro che l'essenza dell’evento con le sue forze esterne e interne che la sospingono.

Ricerco una sinergia con il tempo che scorre: da questo conflitto nascono i miei dipinti che, partendo da un supporto statico, vogliono riconsegnare all’istante il movimento di cui esso stesso era parte. 

Cerco di generare nello spettatore un immaginario, un dinamismo attivo, simbolo di vita e di evoluzione continua.

Lascio che sia l’osservatore a immaginare i dettagli divenendo padrone del tempo e della tela stessa.

Finora ho studiato il movimento in molte delle sue sfere: nell’anatomia, nel tempo, nello spazio, nella chimica, nell’emozione.... Mentre tutto intorno continua a mutare, l'uomo cerca di fermare il tempo, rappresentarne un istante pensando così di diventarne padrone. Da questo conflitto nascono i miei dipinti che, partendo da un supporto statico, vogliono riconsegnare all’istante il movimento di cui esso era parte. E' la ricerca di un dinamismo attivo, simbolo di vita e di evoluzione continua contro tutto ciò che è immobilità (grande malattia del nostro tempo).

Dipingo muovendomi non solo nelle tre dimensioni, ma nella quarta (il tempo) e nella quinta (il sentimento, il movimento interiore).

Dipingo il corpo umano mosso dalle forze interne e esterne che lo animano.

Dipingo l’essenza delle cose in quanto vive, funzionanti o funzionali. Nulla di ciò che realizzo è mai fermo perché ciò che è fermo è impercettibile nel Tutto.

Dipingo il conglomerarsi di un evento tralasciando il superfluo. 

Dipingo l’essenza della forma come indizio per lo spettatore, per lasciare che si abbandoni al sentimento e che nelle linee immagini i dettagli che preferisce per farle sue. Ed è in questo modo che sulla tela l’immagine può durare e modificarsi, iniziare e finire, perché è l’osservatore che immaginando i dettagli diviene padrone del tempo. 

 

 

Pianista. Acrilico su tela. 90*130. 2018. I miei lavori sono la rielaborazione sulla linea del tempo di un evento vissuto. Attraverso un processo di sintesi per addizione, come se potessi scorrere su una pellicola e avessi a disposizione tutti i fotogrammi, raccolgo gli istanti più significativi e li sovrappongo. L’opera, che richiama una fotografia a lunga esposizione, non è altro che l'essenza dell’evento con le sue forze esterne e interne che la sospingono.  Rivisito così l’espressionismo e il futurismo, credendo nel potere del movimento e nella forza della pittura per generare nello spettatore un dinamismo attivo.
Pescatori su Tevere.