Diana Pintaldi


Diana Pintaldi è nata a Roma in una famiglia di musicisti  nel 1988. Studia già da piccolissima i fotogrammi che generano i filmati, attraverso i quali comincia il suo approccio al disegno. Si laurea in Scienze Motorie approfondendo il movimento non solo nella sua struttura, ma anche come manifestazione espressiva dell’individuo. Nel 2014 apre il suo studio in un ex locale cassoni sui tetti di Via lima 28 a Roma e comincia la sua ricerca pittorica improntata sull’evoluzione del movimento nel tempo attraverso un processo di sintesi per addizione. Nel 2016 sente la necessità di un supporto diverso rispetto alla tradizionale tela bianca: prima ribalta la tela preparata per lavorare sul retro grezzo,  poi utilizza stencil cercando di alterare la trama. Ma quello che le serve è una trama vera e propria che abbia un vissuto e una storia, così nel 2019 trova un vecchio tappeto di famiglia su cui cuce un suo dipinto su tela, usa sacchi di juta e scampoli tessili di tappezzeria L’incontro tra il suo gesto e il tessuto le serve a attraversare la complessità dei trascorsi che conducono al conglomerarsi di un evento. Un evento che prosegue e evolve con lei e con l’osservatore. Il tessuto infatti, che nasce per essere indossato, calpestato, usato, manipolato, nelle mani dell’artista  diventa una creazione che può essere percepita dall’osservatore senza il consueto distacco di preservazione e immutabilità. Il nuovo procedimento tecnico realizzativo le permette di sperimentare ,analizzare e scomporre il mezzo della sua poetica. Cucendo e scucendo può muoversi avanti e indietro sulla linea del tempo, fondendo tessuti con storie diverse può creare nuove dimensioni e compresenze. 

La sua attenzione è volta a come l'oggetto del suo studio si sviluppa, si evolve, si trasforma lasciando sempre qualcosa di sospeso e non finito , sia nel passato che nel futuro. L'oggetto sulla tela e il soggetto che vi sta operando percorrono insieme lo stesso processo. La sua è una ricerca sulla vita, fatta di incontri e di influenze, di sovrapposizioni e di mutamenti, di coesistenze. Il qui e ora è dettato dall'atto stesso del creare, "creo quindi sono": la sua unica certezza per non perdersi. 

Residenza: Macro Asilo, Atelier n2, 2019
Mostra personale: 2015 Creative Room Art Gallery
Mostra collettiva: 2015 Creative Room Art Gallery
Pubblicazioni: "video/fascicolo Gli Atelier del Macro Asilo 30 Luglio 4 Agosto"
Opere apparse al cinema: "il colore nascosto delle cose" Regia di Silvio Soldini

19 3 2’25 - dettaglio- dipinto su tela ritagliato e cucito su tappeto afgano con inserti di scampoli tessili
C’era una volta un pittore - la metà di 88 fa 33 - misure reali su tuta reale
Lampioni - tessuto scucito e tessili
Continuità , studio frontale- ricamo su tessuto in velluto rosso