Meravì è il nome d'arte di Vincenza Luppino, architetto e artista visiva. Vive e lavora in Italia. Laureata in Architettura nel 2006, sviluppa una ricerca che trasferisce sulla tela il rigore del progetto: la superficie pittorica è trattata come uno spazio da costruire. Feltro industriale, gesso, rete, juta, carta e pigmenti acrilici vengono piegati, stratificati e sollevati dal piano, fino a generare rilievi e volumi in cui la luce e l'ombra portata diventano parte integrante dell'opera. Il nucleo della sua poetica è il rosso, inteso come sostanza corporea — sangue, carne, calore, ferita — da cui la tavolozza si apre all'arancio, al giallo, all'azzurro e al nero. Le opere, concepite spesso in dialogo o in sequenza tra loro, indagano il corpo e le sue relazioni: la ferita e la guarigione, il contatto, la protezione, la rinascita. Il suo linguaggio si colloca nel solco dell'astrazione materica italiana del dopoguerra — dall'estroflessione dello Spazialismo alla materia dell'Arte Povera — reinterpretata in chiave contemporanea. Nel 2026 è tra gli artisti selezionati per The Golden Ratio Art Exhibition II, a cura di Eileen Contreras, a Palazzo Ruspoli, nell'ambito di Rome Art Week.
Il suo lavoro è consultabile su www.meravi-art.com.
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