DANIELE PISCOPO
Artista visivo contemporaneo
Biografia artistica
Daniele Piscopo (1986) è un artista visivo italiano che vive e lavora a Las Palmas de Gran Canaria, in Spagna. La sua ricerca artistica si sviluppa attraverso la pittura, la fotografia, la scultura, l'installazione e la sperimentazione materica, in un continuo dialogo tra immagine, memoria, natura e spazio.
La sua formazione interdisciplinare prende avvio presso il Liceo Artistico A. Frattini di Varese, dove consegue il diploma con il massimo dei voti. Prosegue gli studi in Storia dell'Arte presso l'Università degli Studi di Milano e successivamente si diploma in Decorazione all'Accademia di Belle Arti di Carrara con 110/110 e lode.
Fin dagli anni della formazione, il suo percorso si caratterizza per una costante sperimentazione di linguaggi, materiali e tecniche differenti. Dalla pittura figurativa alla scultura, dall'utilizzo di materiali industriali e di recupero alle installazioni luminose e sonore, la sua ricerca esplora le possibilità espressive della materia e la sua capacità di trasformarsi in immagine, volume e spazio.
Tra le opere scultoree si distinguono Luce Natìa (2014), installazione realizzata con filo di ferro, polietilene e illuminazione LED, dedicata al tema della maternità e dell'origine della vita; Trofeo, costruita attraverso l'intreccio di cavi elettrici; e Caballo que surge de los infiernos, scultura ottenuta mediante filamenti di plastica riciclata intrecciati su una struttura metallica.
Un elemento ricorrente della sua produzione è proprio l'intreccio, inteso non soltanto come procedimento costruttivo, ma come principio compositivo capace di mettere in relazione materia, trasparenza, luce e movimento.
Parallelamente alle arti visive, Piscopo sviluppa un'importante carriera internazionale nel teatro musicale, inizialmente come cantante lirico e successivamente come regista, scenografo e costumista. La formazione musicale, approfondita anche presso il Centre de Perfeccionament Plácido Domingo del Palau de les Arts di Valencia, e gli studi di regia lirica alla Verona Opera Academy contribuiscono ad ampliare la sua concezione dello spazio e dell'immagine.
Il teatro diventa così un'estensione della sua ricerca visiva, un luogo in cui pittura, scultura, architettura, luce, corpo e movimento possono convergere in un'unica esperienza artistica.
Questa relazione emerge in opere come La Maddalena (2024), dipinto monumentale di 200 × 300 cm realizzato per la produzione di Tosca di Giacomo Puccini, e nella scultura Caballo que surge de los infiernos, successivamente integrata nella drammaturgia scenica de Il combattimento di Tancredi e Clorinda di Claudio Monteverdi.
Negli ultimi anni, la sua ricerca si concentra principalmente sul rapporto tra fotografia e pittura, attraverso una tecnica personale che utilizza l'acqua come elemento fondamentale del processo creativo.
Le immagini fotografiche, realizzate personalmente durante viaggi e permanenze in luoghi differenti, vengono trasferite su supporti pittorici e successivamente trasformate mediante pigmenti, acquerelli, velature e interventi materici. L'acqua interviene nel processo modificando la superficie, dissolvendo parzialmente i colori e creando nuove relazioni tra immagine fotografica e materia pittorica.
La fotografia perde così la propria funzione esclusivamente documentaria per diventare il punto di partenza di una nuova interpretazione della realtà, sospesa tra memoria, percezione ed evocazione.
La natura occupa un ruolo centrale in questa ricerca: paesaggi, alberi, fiori, riflessi acquatici e architetture vengono osservati, frammentati e ricomposti attraverso sovrapposizioni e trasformazioni cromatiche.
Tra le opere rappresentative di questa fase figurano Ninfee — Okinawa, Yellow Koi, Palacio de Cristal Madrid II, Carpe Koi Giallo Macao, Scacchiera cromatica e Mosaico Las Palmas, composizione di 36 tele disposte a differenti profondità, nella quale l'immagine fotografica assume una dimensione spaziale e tridimensionale.
Il suo percorso espositivo comprende mostre personali e collettive in Italia e all'estero. Nel 2018 partecipa alla mostra internazionale Accademia Italia, organizzata nell'ambito del VII Forum Internazionale della Cultura di San Pietroburgo, presso l'Accademia Ilya Repin, presentando l'opera La grande madre della perla.
Nel 2021 presenta la mostra personale L'arte nel suo mistero le diverse bellezze insieme confonde presso lo spazio espositivo A.R.T. di Lavena Ponte Tresa, mentre nello stesso anno partecipa alla collettiva Accuratum presso l'Accademia di Belle Arti di Carrara con l'installazione Zerlina, nella quale scultura, musica, luce e performance si fondono in un unico linguaggio.
Nel 2025 prende parte alla decima edizione della Rome Art Week, nell'ambito della mostra In the Name of Hope – Jubilee Edition 2025, curata da Antonia Ciampi presso il TH Roma Carpegna Palace, presentando cinque opere legate alla ricerca sulla fotografia, la pittura e la memoria del viaggio.
Nel 2026 realizza la mostra personale Tra teatro e pittura, curata da Giuseppe Reggiori presso lo Spazio Scambio di Porto Valtravaglia, dedicata al dialogo tra produzione pittorica e creazione scenica.
La ricerca di Daniele Piscopo si configura come un percorso in continua evoluzione, nel quale linguaggi artistici differenti non vengono considerati discipline separate, ma strumenti complementari per indagare la realtà e trasformarla attraverso l'immaginazione.
Al centro della sua visione rimane l'idea dell'arte come processo di trasformazione: un incontro tra esperienza, materia e memoria, capace di generare immagini che appartengono contemporaneamente al mondo reale e alla dimensione del sogno.
Eventi a Rome Art Week
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