Jacopo Da San Martino (Viareggio, 1978) è un Artista-Artigiano‑Designer che lavora sul confine tra scultura, gesto e materia. La sua formazione nasce nella bottega e si sviluppa attraverso tecniche tradizionali — fusione in terra, lucidatura dei metalli, lavorazioni manuali — che negli anni ha intrecciato con strumenti contemporanei come la stampa 3D large‑format e la modellazione digitale.
Dal 1998 al 2006 collabora con il Maestro Andrea Salvetti, figura centrale del design radicale italiano, partecipando alla realizzazione di opere, allestimenti e produzioni in serie limitata. Parallelamente frequenta l’Accademia di Belle Arti di Carrara, nella cattedra di Pittura del Prof. Omar Galliani, approfondendo il rapporto tra segno, gesto e sacralità della forma.
Il suo percorso si arricchisce poi con l’esperienza romana presso Geografie del Dialogo ONLUS, dove lavora accanto al Prof. Enzo Orti e a un gruppo di artisti e docenti impegnati nella ricerca visiva per il nuovo Lezionario della CEI: un periodo che consolida la sua attenzione per la simbologia, la narrazione e la dimensione rituale dell’immagine.
Nel 2026 consegue il diploma in Additive Manufacturing with Sustainable and Circular Materials presso la SMAC – Scuola di Manifattura Additiva di Coreglia Antelminelli, approfondendo l’uso di materiali riciclati e naturali nella stampa 3D di grande formato.
Negli anni recenti sviluppa una ricerca che unisce territorio, memoria e sperimentazione materica. Nascono così opere in granulo riciclato, sedute‑scultura come ACƆA, presentata a Massaciuccoli e Vico Pancellorum, e cicli grafici come Segni, Di‑Segni e Tri‑Segni, dedicati ai simboli di Santa Zita e presentati nel 2026 al Caffè Santa Zita di Lucca.
La sua pratica rimane profondamente legata alla manualità, alla montagna, alla bottega: un design che nasce dal gesto e dalla materia, e che si apre a forme nuove senza perdere la propria radice artigiana.
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