Il mio lavoro nasce dalla necessità di liberarmi dalle sovrastrutture per lasciare un segno ridotto all’origine, libero, che cerca un dialogo diretto, quasi primitivo, con chi osserva.
Non c’è volontà̀ di voler definire a tutti i costi, ma solo di attraversare la superficie per incontrare lo sguardo di chi osserva, senza filtri.
La pittura diventa così un linguaggio immediato, fatto di sottrazione e di addensamento.
Ogni azione è necessaria.
Qui lo spazio è volutamente minimo e si apre ad una profondità̀ fatta di sensazioni, tempo e trasformazione, dove la memoria aiuta a ricostruire il tutto.
La pittura si apre e accoglie le tracce di vite precedenti e permettere loro di continuare a esistere sotto nuove forme. Le superfici portano con sé storie, errori, stratificazioni: una reminiscenza silenziosa che è parte integrante dell’opera.
Le opere non raccontano una storia lineare, ma evocano frammenti, residui, presenze.
Il mio lavoro indaga il rapporto tra il paesaggio percepito come soggetto e la sua trasposizione di uno stato interiore.
Rappresento paesaggi, forse è meglio definirli, spazi aperti o chiusi, che si addensano in impasti di colore/materia, presenti a volte cancellati fino al residuale del visibile.
I tratti e le macchie pur cancellando parzialmente la figurazione danno vita ad un’immagine più complessa in quanto rivolta alla esperienza intima del soggetto.
I grumi di colore denso e spesso oscuro possono formare crepe, sciogliersi, risultare invadenti, addirittura dissonanti, presenze che si impossessano dello spazio naturalistico del paesaggio, per quanto non votato del tutto alla figurazione. La finalità di queste presenze è di esaltare la forza resiliente della luce, forse vero e unico soggetto di queste opere, che riesce a trasparire, a bucare la coltre di residui-ombre che ne contrastano la se pur velata natura luminosa.
Eventi a Rome Art Week
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Vernissage Mercoledì 21 Ott 2026 | 18:00-22:00
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2025
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2024
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