Diana Pintaldi indaga quel presente sospeso in cui coesistono futuri possibili.
Attratta dal modo in cui relazioni, forze e traiettorie si organizzano, interroga le condizioni che permettono al possibile di diventare.
Ogni opera costruisce la dimensione necessaria perché queste condizioni possano essere esplorate. Da questa esigenza nasce, di volta in volta, il linguaggio con cui attraversarle, collegarne gli elementi, proiettarne le direzioni e interpretarne le possibilità.
Nel codice Morse riconosce una grammatica essenziale del divenire: un'alternanza di impulsi e sospensioni in cui è la relazione a generare il significato
Il suo lavoro è stato presentato in contesti istituzionali e indipendenti, tra cui MACRO - Museo d'Arte Contemporanea di Roma, Fondazione Pistoletto, Museum on the Seam , Galleria Borghini, Roma Arte in Nuvola 2025, Struttura, Studio GIGA e Spazio Hangar. Finalista al Premio Comel 2026, e all'Exibart Prize 2025. Ha preso parte a mostre personali e collettive dedicate alla ricerca contemporanea, consolidando un percorso che intreccia installazione, pratica site-specific e sperimentazione tra media differenti.
Partecipante non attivo in questa edizione
Eventi a Rome Art Week
2023
Accesso libero

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