Il Decameron

Il Decameron è il nuovo progetto di residenza artistica ospitato da AAIE Center

La celebre raccolta di novelle scritta da Boccaccio dipinge una realtà ambientata nel clima della pestilenza del 1348. Ripercorrendo la struttura della rinomata opera letteraria, il progetto di residenza si pone come obiettivo principale quello di raccontare, tramite gli occhi e l’esperienza degli artisti selezionati, uno spaccato di vita ambientato in un anno segnato da un’altra emergenza sanitaria, altrettanto universale e ad alto impatto come quella del XIV secolo.

Gli artisti protagonisti sono sei: Hu Huiming, Wang Yuxiang, Irene Russo, Vanshika Agrawal, Huang Zhe e Zheng Jieyu.

White Soft Rest è firmata da Hu Huiming: occupa una porzione di superficie racchiusa in un angolo di 60° creato tra le pareti bianche della sala ed i materiali impiegati sono veli e cotone. L’opera è prettamente immersiva ed invita lo spettatore a vivere un’esperienza attivamente sensoriale ed inclusiva. La prima percezione è straniante: il visitatore percepisce dinanzi al proprio corpo la presenza di un ghiacciaio, illuminato dalle prime luci del giorno. L’invito ad avvicinarsi all’installazione gli permetterà di avanzare e voler percepire tramite il tatto una sensazione di morbidezza e di allontanamento da ciò che è la vita caotica. Si crea dunque un rifugio e una forma di protezione dai rimi quotidiani. Sdraiarsi, accarezzare i veli, osservare il candore del cotone permette allo spettatore di congiungersi alla tanto ricercata purezza. Si tratta di un’opera fluida, aperta come la società contemporanea. Il focus dell’artista ricade sul tema dell’inclusività, in particolar modo in seguito agli eventi sanitari che hanno interessato la quotidianità degli scorsi due anni.

Wang Yuxiang è l’autore de Il lavaggio. L’opera indaga il rapporto tra la materia, in particolare i Sanpietrini, portatori di valori simbolici e storici da secoli, ed i suoi attributi culturali. Vi è un focus sulle fessure che legano i Sanpietrini: l’acqua può scorrere nei piccoli solchi purificandoli e dunque lasciando scivolare via la storia e gli eventi di cui la pavimentazione è protagonista da sempre. A raccogliere le vicende ed il vissuto dei

Sanpietrini è la vasca sottostante; l’acqua ed i ciottoli sono eterni ed immutabili anche in seguito alla pulizia, mentre la vasca è custode di tutti i valori. Yuxiang invita lo spettatore ad osservare con particolare cura proprio la vasca, pregna di storia e di principi che verranno ripuliti solo in seguito.

Volta alla ricerca coloristica ed all’analisi cromatica degli elementi della natura è Under Nature, di Irene Russo. Under, sotto, è il concetto chiave evidenziato dall’artista: ciò da cui tutto diparte e si origina sono le radici, portatrici di cultura e di solidità. L’analisi prende avvio dal simbolico maschile, il girasole, ed il simbolico femminile, il papavero evidenziandone non solo le peculiarità visibili sul suolo, ma anche sotto, nel profondo, lì da dove tutto si avvia. Il dittico Under Nature_sunflowers è l’amore non corrisposto, è un girasole ormai appassito, accompagnato dalle radici che restano l’unico elemento davvero vivo; Under Nature_ poppy-Mather è il trittico nel quale ritornano le radici come protagoniste e portatrici di linfa. In quest’ultima opera trionfa l’amore materno volto a nutrire il piccolo bocciolo. Amore puro e morte sono i protagonisti delle tele.

Vanshika Agrawal è l’autrice di Grace Before The End: risuonano i passi di chi condivide dei piacevoli momenti durante una camminata, metafora del percorso della vita, il fruscio delle foglie d’acero mosse dal vento ed infine schiacciate terminato il viale. L’essenza effimera della nostra esistenza umana, proprio come quella delle foglie, rinvia ad un periodo di transizione come quello autunnale che cuce una cerniera tra la malinconica fine dell’estate e l’inizio del freddo inverno. Il filo conduttore è l’opposizione complementare tra la vita e la morte, tra ciò che appare eterno e ciò che è semplicemente polvere al vento. I materiali puri e poveri come le foglie ed il muschio invitano ad allontanarsi dalla materialità che avvolge l’esistenza umana quotidianamente, portando ad una riflessione più profonda sul concetto di illusione, necessaria per affrontare ogni giorno. L’uomo, consapevole di essere di passaggio, riesce a trovare un “sempre nel mai” in cui è immerso. Specchiandosi infine, l’osservatore non può far altro che prenderne coscienza.

Ogni origine è fine e ogni fine è origine, è l’opera di Zhe Huang, il cui titolo si ispira apertamente ad una citazione dell’artista R. Pepperell. Il lavoro di Huang prende forma dall’esperienza estetica personale e dall’impiego della carta da biglietti in rotoli, rivelatasi un oggetto epifanico durante un’attesa vissuta dall’artista. Dunque la sedia invita a fermarsi, avvolta ed attraversata dai rotoli senza un inizio e senza una fine, in cui tutto è uno in modo fluido, in un clima caotico ma che rinvia, come espressamente dichiarato dall’artista, ad Althusser: ci si deve incontrare da qualche parte per creare un sentimento di relazione.

Zheng Jieyu con la sua installazione Abyss si interroga sul materialismo e sul concetto di libertà dopo una profonda riflessione legata al periodo di emergenza sanitaria vissuta. Il

grido, l’urlo della nascita, come l’artista suppone, è probabilmente l’unico momento di vera libertà che l’uomo si possa concedere durante l’esistenza terrena. Il materiale impiegato rinvia alle scatole, oggetto di trasporto quotidiano da parte dei corrieri nazionali e internazionali: esse creano dei grattacieli alti, espressione del materialismo e del consumismo in cui l’uomo è ancora una volta immerso. Ci è ancora possibile riuscire a dare un’occhiata al di là di essi? Possiamo ancora ritrovare la purezza e l’essenza dell’uomo vedendo davvero oltre? Tali sono gli interrogativi aperti e lanciatidall’installazione.

INFORMAZIONI GENERALI

Dove:

AAIE Center for Contemporary Art

Via sermide, 7 – Roma

Inaugurazione:

Lunedì 25 OTTOBRE 2021 - ore 17:30

Quando:

Dal 25 al 30 ottobre 2021

Tutti i giorni dalle 15.30 alle 19.00

E’ gradita la prenotazione al info@aaie.art

Ingresso libero

Comunicato da Lavinia Coniglio

Organizzatori

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