COVID-19
Vi ricordiamo che ogni organizzatore di evento è responsabile in proprio della sicurezza dei partecipanti e dovrà garantire tutte le procedure di prevenzione previste dalle attuali disposizioni governative tra le quali sanificazione degli ambienti, controllo e registrazione degli accessi, numero massimo di presenze, uso dei dispositivi di protezione individuale e quant’altro utile ai fini della prevenzione dal contagio.

Il Tempo Originario

Regia video Vincenzo Ceccato - Danza e coreografia Rossana Abritta


 

IL TEMPO ORIGINARIO

Regia e video - Vincenzo Ceccato

Danza e Coreografia - Rossana Abritta

 

Un lavoro multimediale costituito da quattro episodi danzati che si compiono in un ciclo drammaturgico dalla durata di circa 27 minuti. Il primo percorso del video si riferisce all'albero, simbolo della spinta verso la totalità cosmica nella sua genesi e nel suo divenire. È prototipo dell'ermafrodito, sintesi dei due sessi, axis mundi, funge da mediatore fra terra e cielo. Albero adamico della conoscenza, che racchiude l'albero della vita e l’albero della morte. La corporeità da un lato accoglie la gravità come agente reattivo all'integrazione delle due forze contrapposte; dall'altro il gesto - che si apre anche all'improvvisazione - si relaziona ai piani del corpo e allo spazio performativo.

Il secondo percorso evoca il mito delle Parche, figlie di Giove, per affrontare il tema dell’ineluttabile destino umano. In un corpo danzano tre figure che hanno dimestichezza con quel noto filo che avvolge, misura e taglia la vita.

Nel terzo percorso ci si immerge nel rito sacrificale, il pasto rituale che richiama il cannibalismo, identificazione tra discendenti e avi, tra vivi e morti. È un banchetto che comporta la festa, essa ha luogo nel Tempo Originario ed è essenza del Sacrificio, è dominare il Tempo. Fra i corpi-manichini smembrati di questo rito, ne emerge uno vivo che si spinge a consumare una danza concitata da pulsioni che lo trattengono in forme tensive o lo lasciano esplodere in sospensioni e cadute.

La dimensione deputata all’ultimo percorso è quella della Scacchiera-Labirinto. La Città dei Celesti nella cultura classica è fatta a scacchiera. In alcune versioni del mito del Graal una donna apparsa all'eroe, sulla scacchiera, gli impedisce di fuggire dal labirinto, si trasforma, diventa la ragazza Nera o la strega della fiaba. La coreografia attraversa questa dimensione articolata in cui lo Spazio Sacro diventa prototipo del Tempo Sacro e la danza-partita gioca solo alcuni pezzi degli scacchi, scelti per la direzionalità del moto di attacco (pedone, cavallo, torre, regina e re).

Artisti

Organizzatore

Strutture non presenti in questa edizione