Domenica 18 ottobre 2026 Sonia Mazzoli, che oltre che artista è anche curatrice della galleria Gard, sta allestendo la collettiva Fuori dai Radar: nella sua vita questo è un momento duro nel quale sta affrontando la morte di persone care, primo fra tutti suo padre scomparso recentemente, il 27 settembre.
Dormire è difficile, a volte impossibile, per questo a mezzanotte decide di finire l'allestimento della collettiva: valuta la collocazione delle opere, si concentra sulla narrativa del percorso espositivo alla ricerca di pensieri che la portino Fuori dai Radar del suo malessere, del suo dolore, che però non è facile scacciare, nascondere, coprire, ma torna sempre a galla, non si fa reprimere.
Se sei un'artista la predisposizione dell'anima non è ininfluente, si inserisce nelle scelte narrative. Concluso l’allestimento Sonia si rende conto che rimane molto spazio così comincia quasi senza rendersene conto a tirare fuori i suoi lavori dal suo studio, che si trova nei locali Gard , come un'urgenza di tirare fuori ciò che sente, di usare la sua creatività non per cancellare ma per far emergere il suo sentire.
Ed è così che, all'improvviso, nasce l'esposizione della sua personale, senza un programma, senza averne predisposto il pensiero, con un ragionamento che è pura anima.
Sui muri della galleria Gard in questa personale Sonia Mazzoli non espone solo le sue opere, ma estrinseca il suo cuore, cerca uno spazio emotivo di serenità, un appagamento che conduce in sentieri in cui aleggia un sentore di primavera, l'annuncio di un futuro "altro" dalla realtà depressiva. Un percorso di risanamento dell'anima che solo la creatività può dare.
La certezza della speranza, un'idea di vita, uno sprazzo di luce che emerge dai ricordi, ecco questo è ciò che a volte l'arte fa nascere, così, all'improvviso

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