L’open studio apre al pubblico per la prima volta, creando condivisione che e’sempre alla base per una esigenza della risposta critica del pubblico. L’artista nella sua ricerca creativa non ha cenaura e non si lascia frenare dal giudizio, anzi osserva le empzioni o le sensazioni che i suoi lavoro suscitano e ne coglie le differenti reazioni. Unendo segretamente le risposte del pubblico, ricostruisce il filo nascosto della trama narrativa delle sue opere. Opere aperte all’interrogativo, ad un punto di domanda ante litterem che spinge e muove il dubbio intrinseco che diviene elemento fondamentale e motore stesso dell’approccio culturale.
Le opere esposte formano una quadreria che copre un arco temporale ampio.

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