PESO SPECIFICO-Ciò che emerge, ciò che resta | 20-25 Ott 2026 | Rome Art Week

PESO SPECIFICO-Ciò che emerge, ciò che resta

PESO SPECIFICO esplora il rapporto tra materia, memoria e valore. Attraverso pittura, scultura e installazione, tre artisti mettono in dialogo materiali, tracce e spazio, interrogando la distanza tra il peso fisico e il significato delle cose.

PESO SPECIFICO parte da questa domanda per osservare come oggetti, immagini e memorie cambino il proprio modo di esistere attraverso spostamenti, deterioramento, trasformazioni e il passare del tempo. Ciò che un tempo appariva integro può diventare frammentario; ciò che era nascosto può tornare visibile; ciò che sembrava aver perso la propria funzione può acquisire un significato diverso.

La mostra si articola in due direzioni connesse: EMERGERE e RESTARE.

EMERGERE guarda a ciò che è stato nascosto, spostato o separato dal proprio contesto. Quando torna visibile, ciò che sembrava familiare può essere osservato e interpretato in modo diverso. Il cambiamento di posizione, di forma o di contesto modifica il rapporto tra l’oggetto e chi lo osserva. Non si tratta semplicemente di riportare qualcosa alla luce, ma di interrogare ciò che accade quando viene visto nuovamente, in condizioni differenti da quelle originarie.

RESTARE porta invece l’attenzione su ciò che sopravvive al cambiamento: fratture, superfici consumate, frammenti e tracce materiali. Non sono difetti da correggere né necessariamente segni di una perdita definitiva, ma testimonianze concrete di ciò che è accaduto. La trasformazione non cancella sempre ciò che esisteva prima: può lasciarne emergere parti, renderne visibili le conseguenze o modificarne il significato.

Il duo artistico Nie Mengxi & Andrea Rizzo e l’artista Zhang Xingyu affrontano queste due direzioni da prospettive differenti. Da una parte, ciò che era nascosto torna a mostrarsi, sottratto al proprio contesto originario e aperto a nuove interpretazioni; dall’altra, le tracce residue, le alterazioni e i frammenti diventano il centro dello sguardo.

Attraverso materiali, immagini e forme differenti, le loro ricerche mettono in discussione l’idea che l’identità di una cosa dipenda esclusivamente dalla sua integrità originaria. Una trasformazione può modificare profondamente ciò che osserviamo senza cancellarne necessariamente ogni legame con ciò che era.

La mostra non cerca di ricostruire il passato né di restituire agli oggetti una presunta condizione originale. Si concentra piuttosto sul momento in cui qualcosa cambia, viene separato, consumato o frammentato, e sulle conseguenze che questi processi producono nel nostro modo di riconoscerlo.

Quando l’integrità è perduta, su che cosa fondiamo il valore di una cosa?

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