Cronache dell'intervallo | 15 Ott-21 Nov 2026 | Rome Art Week

Cronache dell'intervallo

Prima personale romana di Nicola Bertellotti alla Basile Contemporary. Tredici fotografie esplorano luoghi abbandonati, memoria e tempo sospeso. A cura di Rosa Basile

Cronache dell'intervallo

Dal 15 ottobre al 21 novembre 2026, Basile Contemporary presenta Cronache dell’intervallo, la prima mostra personale romana di Nicola Bertellotti, fotografo la cui ricerca artistica si sviluppa intorno al fascino dei luoghi abbandonati, alla memoria delle architetture e alla dimensione sospesa del tempo.

Curata da Rosa Basile, l’esposizione riunisce tredici opere fotografiche, molte delle quali inedite, che conducono il visitatore in un viaggio attraverso ambienti dimenticati, dimore disabitate, teatri silenziosi e architetture che conservano le tracce di esistenze ormai lontane.

Il titolo della mostra racchiude il senso profondo della ricerca dell’artista: l’intervallo è quel momento indefinito che separa ciò che un luogo è stato da ciò che diventerà, uno spazio temporale nel quale la presenza umana si è dissolta, ma la sua memoria continua a manifestarsi attraverso gli oggetti, le superfici e le strutture architettoniche.

Nelle fotografie di Bertellotti, l’abbandono non coincide con la fine. Al contrario, rappresenta l’inizio di una nuova condizione, nella quale gli edifici sembrano sottrarsi alla loro funzione originaria per acquisire una diversa identità. Sono luoghi che non appartengono più pienamente al passato, ma che non hanno ancora trovato una collocazione nel presente. Spazi in attesa, sospesi tra conservazione e dissoluzione, nei quali il tempo diventa protagonista assoluto.

Attraverso un linguaggio fotografico rigoroso e profondamente evocativo, Bertellotti esplora questi territori di confine, restituendo dignità e bellezza a ciò che la società contemporanea tende a dimenticare. La sua attenzione si posa sulle tracce lasciate dall’uomo, sulle geometrie degli ambienti, sulle superfici segnate dall’usura e sui dettagli che testimoniano il lento e inesorabile trascorrere degli anni.

La luce naturale assume un ruolo fondamentale nella costruzione delle immagini. Penetrando attraverso finestre, porte e aperture, illumina ambienti ormai privi della loro funzione quotidiana, rivelandone particolari nascosti e trasformando la polvere, le ombre e i materiali deteriorati in elementi di una composizione visiva di straordinaria intensità.

Non si tratta semplicemente di documentare edifici in rovina o di celebrare nostalgicamente un passato perduto. La fotografia diventa piuttosto uno strumento di indagine sul rapporto tra presenza e assenza, tra memoria e oblio, tra la fragilità delle costruzioni umane e la persistenza delle storie che esse custodiscono.

Ogni immagine suggerisce una narrazione possibile, ma lascia allo spettatore la libertà di immaginare ciò che è accaduto. Gli ambienti vuoti sembrano ancora abitati da presenze invisibili: il ricordo di una conversazione, il movimento di una figura, il rumore di passi lungo un corridoio, la vita che un tempo animava quelle stanze. È proprio questa tensione tra ciò che è visibile e ciò che può soltanto essere evocato a conferire alle fotografie una particolare forza espressiva.

L’assenza dell’uomo, elemento ricorrente nella ricerca di Bertellotti, non determina quindi un’assenza di umanità. Al contrario, ne amplifica la percezione. Gli spazi fotografati raccontano indirettamente le persone che li hanno attraversati, le aspirazioni di chi li ha costruiti e le trasformazioni storiche e sociali che ne hanno determinato il destino.

In questo senso, Cronache dell’intervallo propone anche una riflessione sul nostro rapporto con il patrimonio architettonico e culturale. Gli edifici abbandonati non sono soltanto testimonianze di un passato da recuperare o conservare, ma organismi in continua trasformazione, capaci di generare nuovi significati attraverso il semplice trascorrere del tempo.

La ricerca fotografica dell’artista invita a interrogarsi sul concetto stesso di bellezza. Lontano dall’idea di perfezione e integrità, Bertellotti individua una particolare armonia nelle crepe, nelle superfici consumate, negli intonaci scrostati e negli elementi architettonici che resistono all’azione del tempo. Ciò che normalmente viene percepito come decadimento acquista così una dimensione poetica, rivelando una bellezza fragile, silenziosa e profondamente autentica.

La mostra si inserisce nella visione culturale di Basile Contemporary, galleria fondata da Rosa Basile nel cuore di Roma, a pochi passi da Piazza Navona, con l’obiettivo di creare occasioni di incontro e dialogo tra gli artisti e il pubblico, promuovendo una fruizione dell’arte contemporanea capace di coniugare profondità di ricerca e immediatezza emotiva.

La scelta di presentare per la prima volta a Roma una personale di Nicola Bertellotti conferma l’attenzione della galleria verso linguaggi artistici che sappiano interrogare il presente attraverso prospettive originali, offrendo al visitatore non soltanto un’esperienza estetica, ma anche un’occasione di riflessione.

In una città come Roma, dove il rapporto tra passato e presente costituisce una componente essenziale dell’identità urbana, le fotografie di Bertellotti assumono una risonanza particolare. La Capitale è essa stessa un luogo di stratificazioni, trasformazioni e permanenze, nel quale architetture appartenenti a epoche differenti convivono e continuano a dialogare con la contemporaneità.

Cronache dell’intervallo invita dunque a osservare il tempo da una prospettiva diversa, riconoscendo che anche ciò che appare immobile continua a trasformarsi e che persino gli spazi più silenziosi custodiscono storie capaci di essere raccontate.

Un percorso espositivo che trasforma l’abbandono in racconto, la rovina in testimonianza e il silenzio in una forma di presenza, ricordandoci che nulla scompare completamente finché qualcuno è ancora capace di guardare, riconoscere e immaginare.

Organizzatori

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