Punti di Vista
Sala B
Ci sono luoghi in cui l'arte si fa memoria affettiva e presenza viva. Tra il 2012 e il 2014, dopo le serate artistiche al Bar Camponeschi, ci si ritrovava all'attico di Largo Argentina, nella casa-studio di Achille Perilli. Il maestro, segnato dagli ictus del 2009 e costretto sulla sedia a rotelle, non poteva salire fin lassù, ma la sua energia, la sua storia e le sue opere riempivano ogni angolo di quello spazio incastonato tra i tetti di Roma.
Protagonista indiscusso dell’avanguardia italiana del dopoguerra, Perilli fu tra i fondatori, nel 1947, dello storico gruppo Forma 1 insieme a Carla Accardi, Pietro Consagra, Piero Dorazio, Giulio Turcato e altri giovani visionari. Con il loro celebre manifesto, rivendicarono il primato della forma pura e del colore contro ogni dogmatismo, segnando una svolta cruciale verso l'astrattismo in Italia e connettendo l'arte romana alle grandi correnti internazionali. La ricerca di Perilli — fondata sul segno geometrico, sulle strutture irrazionali e su una profonda sensibilità letteraria e teatrale — ha segnato decenni di storia dell'arte contemporanea.
In quel luogo sospeso di Largo Argentina, insieme alla figlia Naja, ad artisti come Eliseo Sonnino e Tancredi Fornasetti, e attraverso la mia macchina fotografica, prendeva forma una condivisione spontanea fatta di sguardi, racconti e visioni. La terrazza affacciata sulla città diventava un osservatorio privileged, un luogo di incontro e di affetto nato attorno alla figura del maestro.
La mostra Punti di Vista nasce da questa memoria. È un omaggio ad Achille Perilli che passa attraverso la vita vissuta nel suo spazio: un intreccio indissolubile tra la sua eredità artistica, le immagini scattate nel suo studio e le prospettive degli artisti che ne hanno condiviso lo spirito.


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