Mettete dei Fiori nei vostri Cannoni | 20 Ott-20 Nov 2026 | Rome Art Week

Mettete dei Fiori nei vostri Cannoni

In un mondo sempre piu' ingiusto , violento, crudele e razzista un momento di riflessione e di pace .​Sala A

Mettete dei Fiori nei vostri Cannoni

Mettete dei fiori nei vostri cannoni

Sala A

​In un’epoca segnata dal riaffiorare di conflitti sanguinosi, dalla brutalità delle guerre globali e dal riaffermarsi cieco della legge del più forte, la mostra Mettete dei fiori nei vostri cannoni si propone come uno spazio di arresto, riflessione e consapevolezza. Viviamo un momento storico in cui la crudeltà, la violenza e il razzismo sembrano pervadere il panorama politico e sociale, spinti da dinamiche autoritarie e reazionarie che richiedono una risposta critica e partecipata.

​Per evitare l'insidia di una narrazione retorica o di circostanza, l'esposizione sceglie deliberatamente di non inserire riferimenti diretti ai singoli contesti bellici contemporanei. L'obiettivo non è fotografare la cronaca di un singolo fronte, ma indagarne le radici profonde e universali.

​A guidare questa riflessione è anche il richiamo alla provocazione artistica e all'ironia dissacrante degli anni Ottanta, evocata dall'opera del 1980 di Luigi Ontani, Tulipano nell'ANO. Un gesto irriverente e radicale che si imponeva come atto contro la guerra, trasformando l'impertinenza estetica in uno strumento di resistenza visiva e concettuale contro la violenza sistemica.

​Il percorso espositivo si sviluppa attraverso un contrasto provocatorio:

  • ​Le reliquie della guerra: testimonianze crude e drammatiche della distruzione;
  • ​Le opere di Fabio Milani: interventi capaci di emanare una profonda sensazione di calma, meditazione e pace.

​Questo dialogo visivo invita il visitatore a superare la superficie della violenza per riscoprire il valore della partecipazione politica, strumento indispensabile per contrastare l'avanzata degli estremismi.

​Ispirandosi all'eredità storica e simbolica della Rivoluzione dei Garofani in Portogallo, la mostra lancia un messaggio di pace maturo e consapevole: una pace che non coincide con la resa incondizionata o con l'abbandono della resistenza di fronte all'oppressore, ma che riconosce nella ragione, nella dignità e nel diritto alla difesa i pilastri di una vera giustizia.

 
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