L'indagine è e rimane sempre quella sulla natura, in particolare si concentra sul fiore di girasole.
Il tema qui è affrontato secondo una logica diversa dalla stratificazione e sedimentazione che hanno caratterizzato il lavoro precedente sui rami e le radici.
L'evanescenza in questa ricerca diventa, infatti, non solo un effetto pittorico ma il vero motivo conduttore della serie: il girasole nasce dalla luce, la trattiene per un istante e poi, lentamente, si muove e si trasforma.
La serie racconta il passaggio dalla presenza all'assenza.
Il girasole non viene rappresentato semplicemente come fiore ma come presenza e traccia di qualcosa che è stato: un momento, un ricordo, una persona, un'emozione, un frammento di felicità.
Il dualismo presenza/assenza racconta il processo di dissolvimento della memoria secondo un percorso di :
1. Presenza- girasoli nitidi, pieni, quasi carnosi. La luce è intensa.
2. Vibrazione- i contorni iniziano a perdere precisione; alcuni dei petali e del fogliame si confondono con lo sfondo.
3. Dissolvenza- il fiore è ancora riconoscibile ma sembra fatto di luce e pigmento nebuloso.
4. Assenza- rimane solo una traccia: uno stelo, una macchia, una accennata silhouette, un segno labile.
5. Memoria- il girasole quasi scompare e, al suo posto, si manifesta la sua aura luminosa.
Il girasole evanescente non è quindi un simbolo di morte ma di trasformazione.

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