Per la terza volta, lo Studio Pansini apre le
sue porte in occasione della Rome Art Week.
Quest’anno Giorgio Casari e Bruno Kuhlmann
presentano opere su tela e su carta che prendono
spunto dal mondo degli uccelli, quali veicoli
e strumenti di ricerca formale, poetica e di contenuto.
Il titolo “FREE AS A BIRD” riprende il titolo di
una particolare canzone dei Beatles, in grado di
suscitare attorno a questa immagine associazioni
diverse: fuga, velocità, pericolo e fallimento,
ma anche trascendenza, estasi e libertà…
Idealmente orbitanti attorno a questi motivi, i
due artisti accostano due universi visivi distinti
e profondamente personali, che trovano forma
nelle opere esposte.
I protagonisti dei dipinti di Giorgio Casari sono
cornacchie, rondini, gabbiani che si librano in
un cielo blu, azzurro oppure acceso dei colori
del tramonto. Le pennellate larghe dello sfondo
creano un contrasto con le sagome dei volatili, di
cui viene resa non una descrizione, ma una percezione
di movimento, catturato nell’intensità
di un istante, proteso con le sue ali quasi fosse
desideroso di tuffarsi in dimensioni ulteriori, al
momento ancora invisibili.
Bruno Kuhlmann richiama una storia con cui
molti sono cresciuti: l’impossibile caccia di Willy
il Coyote alla sua inafferrabile preda, il roadrunner
Beep Beep. Nelle astrazioni dell’artista,
su carta o su tela, questa tragicomica vicenda di
fallimento perpetuo si trasforma in un elemento
formale.
Come succede quando uno non riesce a realizzare
i suoi progetti le figure del cartone animato
vengono frammentate e rielaborate come linee
ornamentali, trame grafiche e segni astratti. In
questo passaggio, Kuhlmann riporta lo sguardo
dal cielo alla terra: l’uccello può soltanto
correre, ma proprio questa sua capacità lo rende
comunque libero, mentre il fallimento resta
dalla parte di chi, con ogni mezzo, tenta invano
di catturarlo. Paradossalmente però, anche Beep
Beep rimane ingabbiato dal sadico divertimento
(Schadenfreude) dello spettatore televisivo che
lo costringe incessantemente al suo spossante
ruolo.
Lo STUDIO PANSINI è un appartamento, arredato,
che un tempo apparteneva alla madre
dell’artista Bruno Kuhlmann. Per questa mostra,
è stato scelto di creare un allestimento in
contrasto con la tradizionale presentazione del
quadro appeso alla parete, mettendo a punto
una architettura interna di pannelli allo scopo di
aprire nuove prospettive e punti di vista al visitatore
e un dialogo più dinamico fra le opere
stesse dei due artisti.

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