IN LIMINE | 20 Ott-08 Nov 2026 | Rome Art Week

IN LIMINE

Mostra personale di "PA Artist", artista Abbruzzese. La mostra esplora la figura umana, la percezione e il rapporto tra luce e oscurità, attraverso una pittura materica e intensa, in dialogo con lo spazio.

In occasione della Rome Art Week 2026, il Cabaret Voltaire Roma presenta la nuova personale di PA Artist, artista abruzzese che negli ultimi anni ha sviluppato una ricerca pittorica fortemente riconoscibile, costruita intorno alla figura umana, alla percezione e al rapporto tra luce e oscurità.

La mostra, ospitata negli salotto del Cabaret Voltaire Roma dal 20 ottobre all’8 novembre, rappresenta per l’artista un nuovo passaggio del percorso iniziato con Blackout, la sua prima personale, presentata nel 2025 alla Maison des Arts della Fondazione Pescarabruzzo e curata da Katia Di Simone.

È proprio da quella esperienza che emerge una delle chiavi di lettura più interessanti della ricerca di PA Artist: l'uso del nero non come semplice sfondo o negazione della luce, ma come uno spazio pittorico attivo, nel quale la figura può apparire, scomporsi, perdere definizione e nuovamente ricomporsi.

«Ogni opera rappresenta un'indagine profonda sui confini e sulle potenzialità del mezzo pittorico», aveva osservato Katia Di Simone presentando Blackout. Una riflessione che trova nella nuova esposizione romana un ulteriore sviluppo.

La figura umana tra presenza e dissoluzione

Al centro della pittura di PA Artist si trova spesso il volto umano.

Non un ritratto inteso semplicemente come rappresentazione di una persona, ma una figura sottoposta a un processo di trasformazione: il volto viene attraversato da segni, pennellate, fratture e sovrapposizioni che ne modificano progressivamente la percezione.

La figura rimane riconoscibile e, allo stesso tempo, sembra sfuggire.

È in questo spazio di ambiguità che si colloca la ricerca dell'artista: tra ciò che vediamo e ciò che crediamo di riconoscere, tra identità e perdita dell'identità, tra ordine e caos.

Nella mostra Blackout, questa tensione veniva descritta come un percorso capace di trasformare l'inquietudine in possibilità di scoperta, facendo del nero non un'assenza, ma una condizione dalla quale qualcosa può nuovamente emergere.

Dal nero alla materia

A Roma PA Artist porta avanti questa ricerca confrontandosi con uno spazio espositivo profondamente diverso da quello istituzionale della precedente personale.

Il Cabaret Voltaire Roma, nel cuore del Rione Monti, è un luogo dedicato all'incontro tra linguaggi artistici differenti: pittura, fotografia, musica, letteratura, performance e storia dell'arte. La sua vocazione è quella di essere non soltanto uno spazio espositivo, ma un luogo nel quale l'arte possa essere osservata, discussa e vissuta.

Una ricerca ancora aperta

PA Artist si è formato presso il Liceo Artistico di Pescara e ha sviluppato il proprio linguaggio anche attraverso il confronto con artisti e maestri del territorio abruzzese come Duccio Gammelli, Albano Paolinelli ed Enrico Terribili. La sua prima personale Blackout ha segnato un momento importante del percorso, raccogliendo l'attenzione della critica e dando origine anche a una pubblicazione monografica dedicata alla mostra.

Quella di Roma non vuole essere semplicemente una riproposizione di quel progetto.

Il Cabaret Voltaire presenta infatti questa nuova esposizione come un'occasione per osservare dove sta andando la ricerca dell'artista, quali nuove possibilità sta aprendo la sua pittura e come la figura possa continuare a essere utilizzata come strumento per parlare dell'individuo contemporaneo.

È una pittura che chiede allo spettatore di fermarsi davanti all'opera.

Di avvicinarsi.

Di riconoscere una figura e, subito dopo, dubitare di averla davvero riconosciuta.

In questo continuo passaggio tra presenza e assenza, luce e buio, ordine e disordine, PA Artist costruisce uno spazio nel quale la pittura non offre necessariamente risposte, ma apre domande.

Ed è forse proprio questo il punto d'incontro più naturale con il Cabaret Voltaire Roma: un luogo nel quale l'arte non viene soltanto esposta, ma diventa occasione di dialogo.

Organizzatori

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