La bellezza nelle opere di Michel Oz non abita mai luoghi protetti. È una forza che attraversa la città, che si fa strada tra strappi, manifesti, colori consumati e frammenti di una comunicazione destinata a essere superata e dimenticata.
Con Flower Power, il fiore diventa protagonista di questo confronto: simbolo di delicatezza, seduzione, fragilità e vita, emerge dal caos della strada senza esserne cancellato. Corolle delicatissime si innestano su superfici ferite, creando uno sconfinamento tra ciò che nasce per essere contemplato e ciò che nasce per essere consumato.
È proprio nella zona d'ombra fra questi due mondi che prende forma l’immaginario di Oz, capace di creare qualcosa di tenero e, allo stesso tempo, brutale. La violenza dello strappo accarezza la delicatezza dell’immagine; una fragilità quest'ultima che non soccombe e anzi si impone, conquistando la tela come un fiore capace di rompere l'asfalto e il cemento.
Una bellezza non cancella la strada, la abita.
A cura di Carlo Ciuffo


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