Sabato 10 ottobre la galleria d'arte FABER presenta BABELE, esposizione personale di Keisuke Matsuoka.
La mostra BABELE segue l’esposizione che Matsuoka ha tenuto presso gli spazi del Mattatoio di Roma nell’inverno 2025/26 e ha l’obiettivo di presentare l’evoluzione della ricerca dello scultore giapponese.
Si ha così la possibilità di immergersi in un lavoro in continua trasformazione, che tuttavia mantiene coerenza e linearità rigorose.
L’intera indagine di Keisuke Matsuoka si sviluppa a partire da semplici domande: “che cos’è l’essere umano”, “che cos’è la scultura” ed è volta a scoprire i punti di contatto che legano ogni individuo, per arrivare a delineare una figura di uomo universale.
L’intenso rapporto di Matsuoka con l’idea di scultura contemporanea è in realtà il tema focale dell’esposizione.
I lavori proposti riassumono la varietà delle sperimentazioni dell’artista nipponico; legno, metalli, ceramiche, le inedite cere rosse non sono solo materie da utilizzare tecnicamente, ma rappresentano i codici di una forma di linguaggio condiviso per articolare nozioni antropologiche, morfologiche, genetiche o spirituali.
Lo studio del linguaggio che ci accomuna e al tempo stesso divide in quanto specie, richiama il concetto di costruzione-distruzione, fulcro di tutta l’opera di Matsuoka; il riconoscimento della scultura come lingua comune ribalta l’interpretazione canonica del mito della Torre di Babele e diviene tentativo e speranza di individuare i fili che connettono e uniscono tutti gli esseri umani.
Il percorso allestitivo mette in risalto la poetica dell’artista sottolineando gli aspetti drammatici e quelli più lirici, ora evidenziando singole sculture, ora raggruppandole in serie compositive, a volte sorprendendo con le graffianti esplosioni a parete.
Ho la sensazione che distruzione e creazione siano due facce della stessa medaglia e che proprio al confine si nasconda la bellezza della scultura.


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