Immagini ritrovate - Giorgio Pelloni | 19 Ott 2026 | Rome Art Week

Immagini ritrovate - Giorgio Pelloni

Un artista tra pittura, fotografia e cinema, al centro del primo appuntamento di un progetto dedicato alle storie dell’arte ancora inesplorateDal 16 al 24 ottobre 2026, Studio Celestino presenta Immagini ritrovate #1. Giorgio Pelloni

Un artista tra pittura, fotografia e cinema, al centro del primo appuntamento di un progetto dedicato alle storie dell’arte ancora inesplorate

Dal 16 al 24 ottobre 2026, Studio Celestino presenta Immagini ritrovate #1. Giorgio Pelloni, primo appuntamento del progetto a cura di Francesca Longo e Ottavio Celestino, testo in mostra di Lucilla Meloni. La collaborazione tra Chiaroscuro Arte Contemporanea e Studio Celestino nasce con l’intento di riportare all’attenzione del pubblico artisti, storie e luoghi rimasti ai margini delle narrazioni più conosciute dell’arte.

Il progetto prende avvio da Giorgio Pelloni, artista dalla ricerca singolare, sviluppata per oltre trent’anni attraverso pittura, fotografia, cinema, televisione e documentario. Linguaggi differenti che nel suo percorso diventano strumenti complementari per osservare, documentare e interpretare la realtà.

Al centro della mostra è il rapporto tra fotografia e pittura: la fotografia come documento, memoria e strumento di conoscenza, ma anche come materia da reinterpretare; la pittura come spazio capace di assorbire immagini, frammenti e suggestioni della realtà per trasformarli in una nuova forma. Il progetto affianca alle opere fotografie, documenti, materiali d’archivio e testimonianze, ricostruendo le storie personali e i contesti nei quali la ricerca dell’artista si è sviluppata.

Pelloni frequenta l’Accademia di Belle Arti e si dedica inizialmente alla pittura e alla fotografia d’arte. Nel 1963 entra nel mondo del cinema, lavorando come assistente, aiuto regista, fotografo e operatore. Realizza documentari e inchieste in Europa, Medio Oriente, Africa e America Latina, collaborando, tra gli altri, con Gianni Amico, Bernardo Bertolucci e Pier Paolo Pasolini. Nel 1969 è direttore della fotografia di Appunti per un’Orestiade africana di Pasolini. Successivamente lavora per la RAI, realizzando documentari, programmi culturali e film per la televisione. Negli anni Ottanta torna definitivamente alla pittura, che non aveva mai abbandonato.

La mostra presenta per la prima volta al pubblico una selezione della sua produzione pittorica, con opere realizzate prevalentemente dagli anni Ottanta a oggi. La sua pittura nasce da una dimensione intima, quasi diaristica, e sviluppa un universo nel quale la figura umana è il principale elemento narrativo. È una pittura che guarda alla condizione umana, alla solitudine, alla violenza e alla memoria del Novecento, ma anche alla possibilità di un diverso finale. È questa tensione tra disgregazione e possibilità, memoria e trasformazione a caratterizzare il percorso della mostra: il racconto di un’umanità dolente, ma ancora capace di riconoscere, anche dentro la crisi, ciò che può generare una forma di futuro.

Immagini ritrovate #1. Giorgio Pelloni inaugura così un percorso dedicato ad artisti e artiste da riscoprire, nella convinzione che ampliare lo sguardo sulla storia dell’arte significhi anche recuperare esperienze, luoghi e memorie capaci di interrogare il presente.

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