24 Women for Peace | 24 Apr 2026 | Rome Art Week

24 Women for Peace

Dal Greenwich Village negli Anni 60 allo Spazio Mimesis.Da Killing for Peace della rock band The Fugs, alla pop art di Andy Warhol, fino ad arrivare ad una mostra collettiva di 24 artiste con un unico messaggio: PACE

24 Women for Peace

Evelyne Baly, Valentina Bellomo, Emanuela Camacci, Caterina Ciuffetelli, Cinzia Colombo, Ysabel Dehais, Francesca di Ciaula, Ombretta Gamberale, Emanuela Lena, Carolina Lombardi, Cecilia Luci Canestrari, Roberta Maola, Arianna Matta, Consuelo Mura, Mahshid Mussavi, Alessia Nardi, Claudia Quintieri, Paola Romoli Venturi, Virginia Ryan, Carla Sacco, Lucia Sapienza, Shaghayegh Sharafi, Silvia Stucky, Laura VdB Facchini.

Nel 1966 The Fugs, rock band di New York (il cui nome nasce da un eufemismo che Norman Mailer nel suo romanzo Il nudo e il morto usa per un’altra parola in inglese che inizia per “f” e finisce per “k”), escono con Kill for Peace.

Cosi inizia la canzone:

Kill, kill, kill for peace

Kill, kill, kill for peace

Near or middle or very Far East

Far or near or very Middle East”

Il gruppo critica apertamente le giustificazioni che il Governo americano ha fornito in relazione all’inizio della guerra in Vietnam, ma le parole sembrerebbero quanto mai attuali in qualsiasi momento storico, tanto è vero che nel 1986 Andy Warhol realizzerà la sua opera  Airborne - We Kill for Peace, riprendendo le parole dei Fugs.

Arriviamo a oggi.

Il 22 gennaio 2026 Donald Trump al World Economic Forum di Davos annuncia la nascita del Board of Peace, organismo internazionale con il compito di garantire la pace e la ricostruzione nella Strisca di Gaza. “Una volta che questo board sarà completamente formato, potremo fare praticamente tutto ciò che vogliamo, in collaborazione con l'ONU”, considerando che le Nazioni Unite hanno “tremende potenzialità, ma non vengono utilizzate”.

Quello che è successo negli ultimi tre mesi parla da sè.

Canticchiando (casualmente) Kill for Peace dei Fugs, scrivo su un foglio The Board of Peace, con la matita blu cancello “Bo” e sostituisco la “d” con la “t”.

The Art of Peace è la nostra risposta alle iniziative di pace realizzate attraverso la guerra e senza il minimo rispetto dei tratti internazionali, Carta delle Nazioni Unite in primis. Le parole sono belle, ma le opere parlano, diceva Goethe. E qui mi fermo. I give the floor (come direbbero in altre sedi) alle opere delle 24 artiste esposte allo Spazio Mimesis. 

Make Art for Peace.

di Edoardo Marcenaro

Ambasciatore del Terzo Paradiso

Fondazione Pistoletto 

 



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