Michela Tomiselli


Michela Tomiselli, nasce a Roma nel 1967, il suo percorso di studi è passato dallo studio delle lingue per poi approdare al mondo dell’illustrazione e della grafica. La curiosità, il desiderio di immagini valide, emozionanti e non scontate, contestualmente alla sua indole indagativa e la passione per la natura l’hanno condotta a intraprendere un percorso di ricerca fotografica inizialmente finalizzato al suo lavoro di grafica. Nel 1998 inizia una ventennale collaborazione con l’artista Mario Sasso alla creazione di grandi quadri digitali, collaborazione che l’ha condotta ad un’ulteriore progressiva evoluzione nella sua ricerca, portandola a misurarsi più con la pittura fotografica di “gesto” che con l’immagine iconografica. Il risultato del "gesto”, apparentemente casuale, compie vere e proprie elaborazioni sincronizzate con la sensibilità e la concettualità di chi conosce il mezzo tecnico e la complessità dell'arte contemporanea.

Michela, tutt'uno con la macchina fotografica, si muove senza ritmo e senza tempo, rincorrendo la luce che, in un rapporto simbiotico con il movimento, le consente di "plasmare" la sua materia "scolpendo" o "dipingendo".

Nel 2005 fa la sua prima personale “Sguardi” a Roma presso la Galleria AOCF 58. Successivamente nel novembre del 2012 presenta presso la Galleria Bruno Lisi la sua seconda personale “La fotografia che guarda la pittura”.

Il lockdown con le sue restrizioni territoriali l’ha portata ad esplorare nuove strade e a cimentarsi, con rinnovata curiosità sulla macrofotografia e su elementi, naturali e non, di più piccole dimensioni, senza però rinunciare al valore aggiunto nonché sua caratteristica primaria, della “gestualità in scatto”.

 

"Oltre… le apparenze"

“Oltre” è un mantra, una sfida, un traguardo, un bisogno innato di approfondire e contestualmente di indagare la natura portando alla ”luce” particolari invisibili o trascurati da molti. Nella realtà Michela rincorre la luce ogni giorno ed ogni istante è quello giusto, ogni particolare richiama la sua attenzione, dalla muffa alla goccia, al fango. La natura offre mille spunti e infinite sfumature e a lei piace esplorarli. Ed ecco che un petalo raggrinzito può divenire una donna che, entusiasta, scuote la testa contagiando con la sua energia vitale tutto ciò che la circonda.
La macchina fotografica è lo strumento, la luce la tavolozza, la natura il soggetto, il tempo, assieme al “gesto”, gli attori che le consentono di interpretarla evidenziando forme nuove, cariche di pathos e vitalità.

Con questo spirito e questa necessità interiore ha scelto di sposare la proposta congiunta di dap e GART-Gardenart di partecipare a questa edizione del RAW 2021 con il progetto “La stanza fiorita”, presentato dall’Associazione Culturale GART-Garden Art.

Come le immagini, così le parole… “Oltre… le apparenze” un titolo che si presta, nella sua semplicità, ad una duplice lettura ed interpretazione, lasciando spazio all’immaginazione di chi lo “fruisce”.