STASI

   Stefano Agostini in arte STASI sin dai primi anni di vita rimane affascinato la lavoro del padre, noto
restauratore romano, trascorrendo intere giornate nel suo studio ad osservare attentamente ogni suo
piccolo gesto apprendendo ed interiorizzando le qualità di precisione, pazienza e calma necessarie
in questa attività.
L’arte del restauro fu quindi appresa solo visivamente, ma ormai Stefano aveva già assimilato e
metabolizzato tutti quegli aspetti tecnici dell’arte del restauro che qualche anno più tardi risulteranno
di vitale importanza per la sua espressione artistica.
In concomitanza con lo studio dell’arte del restauro, nel 1996, dopo una brillante carriera scolastica,
conseguiva il diploma all’Accademia delle Belle Arti di Roma acquisendo così anche una profonda
conoscenza delle tecniche pittoriche e completando la sua preparazione teorica
All’età di 20 anni Stefano apre il suo primo laboratorio di restauro nel quartiere storico di San Lorenzo
sempre a Roma.
Il quartiere di San Lorenzo dagli anni 70’ è uno dei cuori pulsanti, insieme al quartiere Trastevere,
dei movimenti artistici Romani. Studi di pittori si mescolano e si intrecciano con laboratori di artigiani
creando un tessuto connettivo artistico che avrà grande influenza sul movimento artistico italiano.
In quegli anni infatti i pittori aprirono al pubblico i propri studi, ricavati negli stanzoni di un vecchio
edificio industriale di San Lorenzo, a Roma. Con la mostra del 1984, intitolata semplicemente
“Atelier”, quei giovani pittori crearono così la nuova scuola romana, quella appunto del pastificio
Cerere di via degli Ausoni.
Tutti questi artisti erano accumunati dal ritorno alla pittura ma non necessariamente alla figurazione
(due termini che spesso hanno coinciso nella riscoperta del colore, e dell’ arte, proposte negli anni
Ottanta da Transavanguardia e Nuovi selvaggi). Da allora, la pittura dei “Ragazzi di San Lorenzo” si
è andata raffinando.
E’ in questo contesto e a contatto con artisti già affermati che Agostini sviluppa una sensibilità
caratterizzata da una grande capacità tecnica unita ad una attenzione per la realtà, gli avvenimenti e
la cronaca quotidiana di Roma.
Appassionato di tecniche pittoriche quanto di quelle di restauro, dopo due anni dall’apertura del
laboratorio di San Lorenzo, si specializza nel restauro di opere d’arte antiche.
Artista italiano
DATA DI NASCITA
22 marzo1976
LUOGO DI NASCITA
Roma, Italia
SEGNO ZODIACALE
Ariete
ETÀ
42 anni
100x43
4300
LA
COLLEZIONE
Di lì a breve il suo particolare talento viene notato dai responsabili Vaticani che dopo alcuni lavori
commissionati ed egregiamente eseguiti, lo incaricano del restauro dell’intera collezione epigrafica
in marmo del chiostro costantiniano all’interno della Basilica di San Lorenzo fuori le mura. Il lavoro
viene concluso con successo in soli 6 mesi.
Nel 2002 per una serie di circostanze fortuite, mette a disposizione il suo studio per una produzione
cinematografica e per l’effettuazione di alcune riprese. Da questo episodio nasce la passione per
il cinema che lo porta a conoscere negli anni l’attore greco Greco Yorgo Voyagis e l’attrice Diana
Curtis. La passione per questa forma d’arte accompagnerà Agostini negli anni successivi della sua
crescita artistica.
Nello stesso anno le sue doti artistiche e l’eccezionale capacità manuale vengono notate ed
apprezzate dalla cerchia di amicizie che operavano nel mondo cinematografico; attraverso di loro
collabora alla realizzazione delle scenografie della prima unità nel film Gangs Of New York diretto da
Martin Scorsese, assieme a scenografi provenienti dalla scuola di Eugenio Bava.
Senza abbandonare il restauro- suo primo amore- e la pittura, nel 2004 Stefano viene richiamato
a prendere parte alla realizzazione delle scenografie del film Ocean’s Twelve diretto da Steven
Soderberg.
Nel 2010, forte ormai di grande esperienza acquisita, realizza da solo ed integralmente, la scenografia
teatrale di “10 partite” di Giuseppe Manfridi, noto drammaturgo italiano.
Fino al 2013 continua l’attività di restauro nel suo laboratorio di San Lorenzo.
Dal 2013 fino al 2016 si concede un periodo di “stasi” per riflettere su tutto cio’ che lo ha portato ad
intraprendere il suo percorso artistico, per analizzare il suo operato e per acquisire una consapevolezza
interiore sul percorso da intraprendere.
L’amore per il restauro, per la pittura, per il cinema e la scenografia hanno dato vita ad una poliedrica
ispirazione, un mix insolito di tecniche e know how di mondi paralleli e nello stesso tempo integrati
che Stefano collega in maniera innovativa e segnata da una continua ricerca creando una miscela
artistica particolare e potente.
Negli ultimi anni Stefano ha iniziato a creare le sue opere usando tutta la conoscenza della materia e
dei pigmenti ma nel contempo sperimentando in continuazione e lasciando che le esperienze dei vari
mondi vissuti intensamente, possano liberamente confluire e fondersi sui suoi telai.