Caterina Ciuffetelli


 

 

Caterina Ciuffetelli, nata a L’Aquila vive e lavora in Umbria.

Un vero e proprio work in progress caratterizza l’opera della Ciuffetelli, attraverso cui il segno – piccolo o grande, curvilineo, spezzato, scavato o appena graffiato a rilievo, comunque restituito mutevole dalla luce – diventa elemento caratterizzante del suo modo di rappresentare se stessa e il mondo in forme astratte. Il segno, che s’impone sulla materia dello sfondo e che diviene esso stesso materia, dà forma ad un linguaggio che sembra maturare da una ricerca, quasi archeologica, di essenze residuali. Il segno, inoltre, è tracciato su un supporto in cellotex, materiale ottenuto da segatura e colla e quindi riconducibile alla naturalità del legno, che è scelto per tornare alle radici del proprio iter pittorico e insieme all’origine dell’esistenza. La forza di Caterina Ciuffetelli, tuttavia, sta nella sua peculiare capacità di infondere vita e vitalità alle forme: da geometriche, esse diventano segni calligrafici, che ora si stagliano, ora si conformano, variando nel tempo, nella luce, nei colori. Così le sue geometrie si fanno magmatiche, palpitano alla luce, acquistano spessore materico e, giocando con la luce in un rapporto costante tra lucido ed opaco, come in un ludico nascondino, si costituiscono come forza vitale, dominata da squisita sensibilità coloristica. Nella serie Langage (2007), la luminescenza del tratto diviene humus, essenziale per avvicinarsi ad un mondo fisico ed animale che lascia le sue tracce perché rimangano nel tempo, benché sembra debbano dissolversi rapidamente. I segni serpeggiano su spiagge umide, memori di un nostro passaggio. La forma diviene sempre più materia; gli stiacciati emergono senza invadere lo spazio circostante, che si ricopre di campiture di sabbie diverse, con tatto, con eleganza. La mente solitaria, in un soffio di vento, è trasportata da navi immaginarie verso deserti sconosciuti.                                                                                                                                                                                                                                                            Marco Testa                                                                                         2007

 

ORDINE IMPERFETTO. Intendo parlare del tentativo di dare ordine al caos, all’entropia del reale con un sistema di riferimento transitorio, non definitivo e imperfetto che sono le griglie di DIAGRAM o le sequenze di tessere, cellette di alveare, di MOSAIC. Il reale è caotico, entropico, affastellato, incomprensibile ed a volte orrendo. Attraverso l’arte tento di velare l’orrore e offrire risposte formali. In “Non siamo isole”, un lavoro composto da centinaia di palline di cellotex collocate una accanto all’altra, parlo dell’unione che genera forza e nello stesso tempo l’assemblage è inserito in un rettangolo che diventa essa stessa un’isola. Ad intendere che anche le risposte al caos possono essere contraddittorie e strutturalmente parziali, transitorie. L’esistenza è un mare procelloso ed altalenante e gli appigli incerti e non definitivi. La certezza è la fluidità e l’ordine non può che risultare imprecisa risposta. Il concetto del tempo lo ricavo dalla metodologia scelta per lavorare, la scansione ripetitiva delle tessere giustapposte di MOSAIC parla di un tempo astratto, raggelato, ascetico, zen. È un tentativo di creare un tempo nel tempo, un tempo fermo dove l’arte trova uno spazio di residenza accogliente. Un tempo altro. Un tempo alterato. Tutto si rallenta per trovare la pace in un ordine che, seppur instabile, offre il conforto di un porto.                  Caterina Ciuffetelli                                                                               2019

 

Quello che mi muove incessantemente è un’irriducibile curiosità visiva. La mia vita quotidiana è innervata da una pulsione a guardare, selezionare, concentrare l’attenzione su stimoli visivi. Sono in continua ricerca di forme. Persino i sogni mi propongono soluzioni formali e al risveglio al mattino mi attende lo stupore dell’idea. Questa attitudine/propensione, resa col tempo consapevole appuntamento con me stessa, la caldeggio e la sospingo necessariamente verso soluzioni formali espressive. I materiali incarnano l’intuizione, danno corpo all’idea, la sostanziano. Utilizzo la carta, il cellotex, la sabbia, l’intonaco, l’alluminio, la corda. La materia, quale essa sia, avendo un codice linguistico proprio, tende a palesarlo e “forza” il messaggio: così la carta parla con la propria trasparenza, la sabbia con la scabrosità e il cellotex con i suoi molteplici registri (le sue texture), l’alluminio con la sua cangianza. L’incontro tra questi due ordini di realtà si substanzia in lavori che riescono a raggiungere un carattere univoco. La materia diviene il riverbero, il sostegno ed il megafono del segno sotteso che dal profondo, dal luogo “altro”, spinge. Mi avvalgo di svariate tecniche. Il frottage mi aiuta a rintracciare segni parlanti da un altro luogo che non è necessariamente il passato bensì un “altrove da qui”, sconosciuto e misterioso che parzialmente si svela attraverso segni emergenti in superficie dal profondo, affioranti sul filo del reale e pronti a perdere consistenza come i sogni, se non prontamente e delicatamente fermati. Il cucito è la tessitura del mondo, il ponte, la congiunzione, l’adèso. Con la tecnica della cucitura i frammenti trovano una nuova possibilità di rimettersi in gioco, tornano “nella” costruzione. Cucire è ri-cucire il mondo, richiudere le ferite/strappi, ricongiungere gli estremi per una nuova configurazione che tende alla completezza. Il mosaico ha in sé il concetto di “insieme” e i tasselli, volutamente non regolari, sono gli elementi che lo costituiscono. L’uso della geometria è un pretesto, la uso come riferimento che ho il piacere di tradire in un gioco di certezza/incertezza continuo. La composizione che ne deriva ha in sé la percezione del movimento.  Esploro la fragilità, la caducità, ciò che si nasconde nelle pieghe del reale e rischia di non essere visto. La mia attenzione è “chiamata” da ciò che si annida nel silenzio. Per questo, tornando ai materiali, spesso scelgo la carta, perché ha la trasparenza, la fragilità, la leggerezza e la duttilità necessarie a tradurre il dato sensibile del reperto emerso e portato in primo piano. Attraverso il suo tramite il segno viene “spiaggiato”. Tra i materiali la stoffa mi risponde con la morbidezza e mi regala texture derivanti dall’incontro di trama e ordito. L’unione di carta e stoffa mi permette ulteriori libertà espressive. L’alluminio mi interessa per la sua cangianza, per il continuo modificarsi a seconda del punto di vista e della luce che lo colpisce dando un effetto di movimento continuo e mi aiuta a sviluppare il concetto di inafferrabilità. Attraverso questi materiali la mia ricerca di senso si sviluppa dando vita a un linguaggio, un sistema di segni, un vocabolario asemico. Per finire, un sovrappensiero accompagna silenziosamente tutto il mio processo: la riflessione costante sul mistero creativo e sull’artista come tramite.                                                                  Caterina Ciuffetelli                                                                               2020

 

MOSTRE PERSONALI SELEZIONATE | SELECTED SOLO EXHIBITIONS

2020  CLOCK. Arredare Designed Space Terni. 2019 Ordine Imperfetto Reloaded. Palazzo dei Priori Narni, A cura di Lorenzo Rubini. 2019   Ordine Imperfetto. Galleria Forzani Terni A cura di Lorenzo Rubini. 2012   Oggetti ed altri racconti. Studio Watts San Gemini. A cura di Franklin Watts. 2010   Langage. Fat Gallery Polo Museale Ex-Siri Terni. A cura di Indisciplinarte. 2007   Abstract. RestaurArte San Gemini. A cura di Marco Testa. 2006   Foule. Placebo Terni. 2003   Curve. Libreria Odradek Roma. 2001   Improbabili geografie. Galleria Forzani Terni. 1998   Caterina Ciuffetelli. Galleria Forzani Terni.

MOSTRE COLLETTIVE SELEZIONATE | SELECTED GROUP EXHIBITIONS

2020   Numero agosto “Frattura Scomposta – contemporary art magazine”. A cura di Sergio Curtacci.   PROGETTO ESPOSITIVO “ARTISTI per ALINA ”. Mostra itinerante con il premio annuale ‘’ALINA’’ Forlì – Oratorio San Sebastiano – Spoleto - Spazi espositivi del Comune di Spoleto (ex Monte di Pietá). A cura di Sanda Sudor.   Della resilienza, della sopravvivenza, l'arte ai tempi del Covid-19. MACC Museo Arte Contemporanea Cisternino. A cura di Alberto Vannetti.   SEGNI PERMANENTI a cura di Pina Della Rossa.    LILT.ART.7 2020 “Sale Accademia” Complesso Monumentale Del Broletto di Novara. A cura di Massimo Romani.    Telai Officine Fratti Perugia a cura di BUTIK Collective. 2019   P.A.A.C. Premio Arte Architettura città di Colleferro Roma A cura di Gianluca Marziani.    L’INFINITO–PIU’ VICINI ALL’UNIVERSO DOVE ANNEGA IL PENSIERO - Rome Art Week Complesso Monticello, Roma. A cura di Roberta Melasecca e Fabio Milani. 2018    CONNESSIONI – Rome Art Week Spazio Maddalena Roma. A cura di Roberta Melasecca.   SCRITTURE D’ARTISTA Palazzo Sant’Elia Palermo. A cura di Nicolò D’Alessandro ed Enzo Patti Artisti per il Museo Sociale a Danisinni. 2016   CINQUANTAPER60. Galleria Forzani Terni. A cura di Massimo Forzani.   L’ARTE PER L’ARTE. Per il restauro del Teatro Pavone di Perugia. A cura di Graziano Marini, Perugia. 2013   Vanity Art –Volti e opere. A cura di Sergio Coppi e Chiara Silvestri. Terni.   Cromosoma 2x. Studio Watts San Gemini. A cura di Franklin Watt.    ARTE.misia. Sala via Aminale Terni. A cura di Maela Piersanti.   41 passi. Palazzo Primavera Terni. A cura di Lorenzo Pietrosanti. 2012    Per una esegesi visiva del messaggio biblico. Diocesi di Caltanissetta. A cura di Diego Gulizia.   Sound in the art. AH-UM Festival Milano. A cura di Marco Testa.   Opportunità. Galleria64Rosso Firenze. A cura di Marco Testa.   Opere su carta. Studio Watts San Gemini. A cura di Franklin Watts.   Inaugurazione Museo del Presente. Nicosia (EN). A cura di Nino Arrigo. 2010   Ars Palliorum – Premio per l’Arte Contemporanea Narni. A cura di Gaia Cecca.   Mangia le prugne. Asta a favore della Fondazione per la ricerca sulla fibrosi cistica Villa Erba. Cernobbio (CO). A cura di Tina Mallia. 2009 Asta di beneficenza Hotel Hassler Roma. A cura di Maurizio Costanzo e Luca Faccenda.   Il Filo d’Arianna. Arte Fiera Off. Torre Prendiparte Bologna. A cura di Marco Testa.   Il Filo d’Arianna. Rocca Albornoz Narni. A cura di MarcoTesta.   La memoria, le immagini. Museo Diocesano e Capitolare Terni. A cura di Gaia Cecca e Marco Testa. In ordine sparso 2. Restaurarte San Gemini. A cura di Marco Testa.   Pace e riconciliazione. Museo Diocesano Terni. A cura di Mino Valeri e Claudia Sensi. 2008   Art Verona 2008. Galleria Hofficina d’Arte Roma. KunstArt 08. Galleria Hofficina d’Arte Roma.   I draw. Galleria Restaurarte San Gemini. A cura di Marco Testa.   Alchimie d’arte. Collezione La Palazzola. Fondazione Museo Guido Calori San Gemini. A cura di Marco Testa.   MiMuovo. Atelier Orange Terni.   Strane prospettive. RestaurArte San Gemini. A cura di Marco Testa. 2007   Ouvres jumelèes. Chateau de Saint Ouen Parigi.   InForma. Ex chiesa S. M. Maddalena San Gemini. A cura di Marco Testa. 2006   Dintorni/Around. Aspasiel Company Art Gallery Terni. A cura di Simona Angeletti. 2005   Etichetta Verdello. La Palazzola Edizione annuale.   Ars Palliorum. Premio per l’Arte Contemporanea. Narni. A cura di Gaia Cecca. 2004   Artisti Contemporanei a Terni. Show Room Tomassini Terni. A cura di Giuliana Stella.   Pasqua degli artisti. Cattedrale Terni. A cura di don Fabio Leonardis. 2003   Segni di pace. Galleria Vittorio Botti Arrone. A cura di Ugo Antinori. 2002   Sabato in galleria. Galleria Forzani Terni. 1993   Il segno delle donne. Galleria Forzani Terni. 1992   Incontri. Galleria Forzani Terni. 1991   Geografie dell’altrove. Galleria Forzani Terni. 1988   Contemporanea 30-99. Istituto statale d’Arte Orneore Metelli Terni.

 

 

 
 
 
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   

OPERE IN COLLEZIONI E ISTITUZIONI

MACC Museo Arte Contemporanea di Cisternino. Mubaq Museo dei Bambini Fossa (AQ) di Lea Contestabile.   Residenza “La Casa Towers” dell’Ambasciatore italiano Giovanni Battista Iannuzzi Montevideo Uruguay.   Archivio di Comunicazione Visiva e Libri d'Artista San Cataldo (CL).   Company Art Gallery Aspasiel. Thyssen Krupp Terni.   Museo Vittorugo Botti Arrone Terni.   Credito Cooperativo - Mantignana (Perugia).   Museo Diocesano e Capitolare - Terni.   Collezione privata Oda - Obihiro – Hokkaido (Giappone).   Studio Masaru Bando - New York.   Collezione La Palazzola. Ars Palliorum - Ente Corsa all’Anello – Palazzo dei Priori Narni.   Museo del Presente - Nicosia (EN).   Museo Sociale di Danisinni (PA)

 

Il suo lavoro è presente in

Se tutto è arte…50×50 A cura di Roberto Gramiccia

Frattura Scomposta – contemporary art magazine
A cura di Sergio Curt, Ottobre-Novembre 2017 / Agosto 2020

Rivista FILART – Arteterapia filosofica
A cura di Marica Costigliolo, Novembre 2018 / Maggio 2019

VANITY ART
Rivista a cura di Sergio Coppi, Chiara Silvestri e Franco Profili

INFORMA a cura di Marco Testa 2007

 

SOCIETÀ E ARTE Paolo Maggiolini 2013 Tau Editore

Arte e Società a Terni dal 1800 ad oggi Paolo Maggiolini 2008 Edizioni Thyrus

ARTISTI CONTEMPORANEI A TERNI a cura di Giuliana Stella 2003

 

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