Viola


Viola Di Massimo, (corso di pittura all'Accademia di Belle Arti di Roma,1994), dal 1988 partecipa a collettive e personali, dal 2002 sceglie di divenire un'artista indipendente organizzando le proprie mostre, eventi ed iniziative e promuovendo il proprio operato; crea il sito www.violadimassimo.com. Nel 2011 decide di aprire il suo studio al pubblico per conferenze ed eventi attinenti al proprio lavoro e presentare le proprie opere.

Vive e lavora a Roma, il suo processo artistico evidenzia la messinscena dell’esistenza mediante elementi onirici, simboli e la scoperta di territori ignoti addentrandosi nella teatralità del vivere. Il visibile si trasforma, la caratterizzazione anche metafisica non allontana, ma approfondisce aspetti della realtà, con particolare attenzione al rapporto tra la condizione dell'individuo e della donna, di ieri e di oggi.

Il Tempo è un elemento fondamentale e assume diverse forme, a volte immobile altre sfuggente, scandisce i momenti di lotta e di tregua della vita. L’indagine relativa al collegamento tra sensualità e fragilità è un altro cardine, quanto l’assenza di lineamenti nei volti che denunciano una riflessione sull’identità e il sapersi.

I colori puri e intensi, un irrinunciabile segno vivo e profondo, superfici di recupero o elementi che rimandano a un passato rurale genuino, caratterizzano il suo linguaggio, che ha nel rigore della sua poetica il legante tra tutte le sue opere.

Viola inizia la sua ricerca attraverso il segno, scuro e netto, il di-segno, la matita su carta è, secondo l'artista, la “verità” di tutta l'opera. Continua la sua ricerca attraverso l'olio su vari materiali, ma non basta, la comunicazione ha bisogno di altri mezzi e quindi prosegue con la ricerca scultorea, video, e la ricerca audio in cui, la sua altra espressione esternata in monologhi teatrali, viene trasformata in audio-opere.

Viola da qualche anno apre il suo studio al pubblico con mostre ed eventi, in questi anni si è “fusa” con musicisti, attori, artisti, studiosi d'arte e studiosi di “energia” (come un’opera d’arte può avere un impatto energetico sull’ambiente scoprendone un’analisi nuova). Questi incontri e questa idea, sono nati per  scoprire ogni volta nuovi punti di osservazione necessari all'artista per la ricerca di una visione e una filosofia più ampia del “tutto”.

Penso che il creare sia un atto di pura alchimia: l'autore si fonde con la creazione, con la fusione dell'intensità dei colori, la forza delle forme e la potenza del segno. E la cosa "peggiore" é che questo continuo fondersi non avrà mai fine: per quanto un'opera possa avere un termine, non smetterà mai di assumere nuovi significati, di essere osservata, di avere addosso occhi ed essenza di infiniti spettatori che ad ogni pensiero la trasformeranno ancora e ancora, in un moto che non avrà mai fine.

 

Magdala opera n. 360 del 2018 olio su tela cm50x70
Senza titolo opera n. 361-2018 tecnica mista su carta cm 21x15
Senza titolo - opera n.359-2017 olio su pietra dipinto su treb lati, ferro, applicazione in argilla