Sono un artista non binary, attivista transfemminista di Lucha y Siesta. Vivo e lavoro a Roma.
La mia pratica nasce dall’incontro: con le persone, con i corpi, con i luoghi e con le storie che li attraversano. Mi interessa l’arte come forma di ascolto e come possibilità di raccogliere ciò che spesso rimane ai margini: memorie, esperienze, corpi, desideri, conflitti e forme di resistenza.
Lavoro sul corpo, sulla memoria, sul territorio e sulle relazioni. A volte parto dalla relazione con il mio corpo trans, altre volte da un luogo o dalla storia di chi lo abita. Da qui nascono anche lavori che giocano con il genere, con il drag, con la rappresentazione e con lo spazio pubblico. Mi muovo tra arte relazionale, disegno, audio, microscultura, fotografia, video, performance e installazione.
Il mio essere transfemminista attraversa questa ricerca: mi porta a interrogare il modo in cui i corpi vengono rappresentati, quali vite vengono ascoltate e quali invece restano invisibili. Mi interroga sui processi creativi, come decostruire modelli patriarcali e trovare collettivamente nuovi modi di fare arte. Negli ultimi anni questa ricerca si è intrecciata al lavoro sulla violenza e sulle discriminazioni di genere, attraverso opere, performance, laboratori, docenze e incontri in università e spazi pubblici.
Mi piace pensare il mio lavoro come un modo per sentire la realtà. Ascolto, accolgo, trasformo e restituisco. Cerco di fare dell’arte un megafono, ma anche un luogo di cura e di possibilità: uno spazio in cui le esperienze individuali possano diventare memoria condivisa e, da lì, aprire nuovi immaginari.
Partecipante non attivo in questa edizione

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