Armonia delle Sfere

Mostra personale dell'artista Javier

L’inaugurazione si aprirà con la Performance di Louis Siciliano e Giovanni Imparato che eseguiranno musiche composte espressamente “in frequenza armonica” con le Opere esposte.

“Diceva Michelangelo di sé stesso che aveva imparato l’Arte della Scultura succhiando il latte dalla sua balia che era la moglie di uno scalpellino nel piccolo borgo di Settignano della seconda metà del XV secolo. Questo vuol dire che l’Artista si sentiva prima di tutto uno Scultore, anche se i suoi ineguagliabili dipinti, tavole o affreschi che siano, sarebbero stati la scuola nel mondo.

Senza voler fare paragoni impropri, le ho viste le sculture di Javier, nato a Buenos Aires, ma ormai marchigiano da decenni e siamo qui a presentare una sua mostra di Pittura perché, come Michelangelo doveva dipingere per essere scultore, così Javier non può fare a meno di quest’altra forma d’espressione per completare la sua felicità dell’Anima che, adesso, si dispiega nelle Opere che compongono la sua “Armonia delle sfere”.

                Non è un caso che le sue Opere siano realizzate mescolando insieme diversi medium e alcuni materiali, come gesso, smalti e terre colorate che, poi, finiscono per dialogare con tecniche storiche come quelle dei colori ad olio, ma pure con quelle acriliche e le tinte industriali, secondo quanto hanno fatto, prima di Javier, grandi Artisti come Jackson Pollock o Hans Hartung. Infatti, quel residuo di figurativismo che affiora nelle Opere scultoree, scompare quasi del tutto nelle sue creazioni pittoriche.

                Javier si ispira alla bellezza del cosmo inteso come specchio dell’infinitamente piccolo delle cellule umane. L’infinitamente grande è identico all’infinitamente piccolo e le “Armonie delle sfere” diventano armonie delle cellule”

Marco Bussagli           

L’artista italo-argentino Javier che risiede a Macerata da oltre 40 anni non può appartenere ad una sola categoria artistica, difatti le sue opere spaziano dalla pittura, alla scultura, alla scrittura con cui dà sostanza ai suoi pensieri che quasi si avvicinano alla poesia, ma che lui stesso definisce espressione della sua anima in parole. Nel 2011 con la frequentazione della Scuola del Graffito di Montemurro realizza l’opera “Amore e poesia”; proseguendo l’esperienza di Montemurro continua con la realizzazione di graffiti attraverso l’uso di varie calci colorate.  

Ammirando le opere scelte per questa personale, lo sguardo dell’osservatore si perde tra le evoluzioni del segno pittorico, immergendolo nell’ipnosi delle forme-non forme, perdendosi nella spazialità rappresentata.

                Grazia Menna

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