Le tele di Penelope. Partitura a schema libero in 5 movimenti di Danilo Maestosi

Un viaggio tra l'età omerica e il nostro presente lacerato. Attraverso la figura di Penelope, presa in prestito da Danilo Maestosi per raccontare, insieme alla storia della moglie di Ulisse, la sua, la nostra storia. Un viaggio nel tempo, come tutte le mostre dell'artista romano, e la chiusura di un ciclo iniziato tre anni fa, dalla fine del 2019 al 2022 e che ora lo porta verso altre scene, cercando il contatto con le opere del Museo Andersen e la «città ideale» sognata dal pittore norvegese. Caratterizzato da due eventi di straordinario impatto collettivo - la lunga stagione del Covid e l'invasione dell'Ucraina – la mostra è, soprattutto, una riflessione sul senso dell'arte. Penelope è la pittura, lo strumento attraverso il quale Maestosi prova a demolire le nostre prigioni, il gesto di fantasia per immaginare un futuro possibile disfacendo e cercando forme, proprio come fa l'eroina greca che, nel rito creativo di tessere e scucire la sua tela infinita, prova a impadronirsi del proprio destino. La mostra delle tele di Penelope è come un filo teso tra abissi di speranza, orrore e attesa.

 

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