FUORI-GRA

Cosa succede quando si va a spazio In Situ

Fuori-GRA

Con l'arrivo dell'autunno a Roma ci si prepara per la Rome Art Week (RAW), la più grande maratona d’arte contemporanea della capitale, ed anche quest'anno, come da tradizione, Spazio In Situ partecipa con un nuovo progetto: FUORI-GRA

Il gruppo di artisti, nato nel lontano 2016 nella lontana Tor Bella Monaca, ha cavalcato l'onda della prima edizione della RAW presentando Cosa Sarebbe Se?, la prima mostra collettiva dei sei artisti residenti nello Spazio. A questa prima esperienza sono seguite un ciclo di mostre personali raccolte sotto il titolo di Assurdità Contemporanee, grazie alle quali i diversi artisti hanno iniziato ad essere conosciuti al grande pubblico, ed il grande pubblico a sua volta, ha iniziato ad entrare in stretto contatto con una delle periferie romane più difficili. 

Spazio In Situ diventa un'officina di idee, contaminazioni e ibridazioni, ed è proprio la sua continua e costante effervescenza artistica a colpire ed interessare il circuito tradizionale del sistema dell'arte. 

In poco più di due anni i loro progetti nati nel suburbio della città, hanno valicato i confini fisici del Grande Raccordo Anulare, entrando nei salotti che contano della città eterna. 

Spazio in Situ da semplice gruppo di artisti si è presto trasformato in un vero e proprio artist-run space, dove gli spazi comuni trasformati in galleria espositiva, sono stati aperti alle idee e alle opere di artisti esterni, regalando a Tor Bella Monaca un respiro internazionale. 

Spazio In Situ diventa così un nuovo polo per l'arte in continua crescita. Ai sei artisti fondatori del progetto se ne sono aggiunti altri cinque, insediati in un nuovo studio che ha preso il nome di Spazio In Più. La stagione appena trascorsa è stata inaugurata e chiusa da due importanti mostre collettive per il gruppo: la prima Assurdità Contemporanea presso la Temple University e la seconda Chilometro 0 presso The Gallery Apart

Spazio In Situ, non è solo uno spazio indipendente, ma anche un luogo ai margini sia del sistema dell’arte, sia della città, perché da un punto di vista geografico si trova proprio al di là del GRA. Il gruppo di artisti, formato da: (…) per riscattare la loro posizione periferica e rivendicare la loro condizione di artisti in evoluzione in stretto contatto con la realtà del luogo che abitano, con il progetto FUORI-GRA inverte il normale processo di inurbamento, organizzando una maratona che dal centro della città taglierà il traguardo soltanto varcando la soglia del GRA. 

La periferia assume significato come luogo sempre in relazione ad un centro, ma qual'è la nostra idea di centro? E quanti centri attraversiamo e possediamo?  

Abbiamo l'abitudine di pensare il centro delle nostre città come il contenitore di ciò che è bello, di una tradizione culturale da valorizzare, un luogo accogliente in cui chiunque aspirerebbe a vivere, magari in un attico con vista sul Colosseo o anche un monolocale a Trastevere. Ma di certo gran parte delle persone non trascorre la loro vita nel centro storico, piuttosto lo attraversa come si attraversa un museo, che diventa così fiore all'occhiello delle istituzioni sempre aperto per una visita last minute

Il centro storico in questo senso resta per i romani  il luogo simbolo di un'identità collettiva immaginaria, ingessata in una tradizione altrettanto collettivamente immaginata (oltreché inventata).

Ma sono i luoghi in cui noi entriamo in relazione con l'Altro che rappresentano centri di valori e significati, luoghi di rappresentazioni culturali e produzioni identitarie, che danno senso al nostro vivere e percepire la città. Così la città diviene policentrica e i confini tra centro e periferia diventano sempre più soggettivi e modulabili, finanche ad invertire il senso dell'uno e dell'altro nei discorsi di chi li abita. 

È in quest'ottica che Spazio In Situ diventa una piazza aperta in cui riunirsi, diventa un centro dove si produce e si sostiene la cultura, un luogo in cui vivere e verso cui tendere. 

Con Il progetto Fuori-GRA gli artisti vogliono sottolineare come il Grande Raccordo Anulare sia per tutti una frontiera e al tempo stesso anche un limite psicologico. 

Gli undici artisti riuniti partiranno dal centro seguendo undici itinerari diversi e personali, che li porteranno ad affrontare il viaggio in maniera del tutto indipendente, proponendo per la prima volta una maratona a Roma che invece di girare intorno al Colosseo, ti porterà in altri centri vitali della città.  

  Sara Fiorelli

Organizzatori
Artisti

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