ORNITOMANZIA di Francesca Vitale a cura di Velia Littera

Fotografia, Video e Mixed Media

οἰωνίζομαι

Sembra esserci nell’uomo, come nell’uccello, un bisogno di migrazione, una vitale necessità di sentirsi altrove. Marguerite Yourcenaur

Il volo degli uccelli è sempre stato un topos letterario che creava e custodiva vari significati simbolici, alludeva a metafore sulla vita e la necessità di fuga, o comunque di spostamento. Gli uccelli nati ingabbia pensano che volare sia una malattia ci ricorda Jodoroskij.

 In particolare c’era una volta una scienza l’ornitomanzia, da  οἰωνίζομαι, pratica greca del leggere auspici nel comportamento degli uccelli, come facevano anche i romani e gli etruschi, e i sacerdoti addetti, si chiamavano auguri. Sono raffigurati in alcune tombe importanti, a Tarquinia, per esempio, capitale un tempo della Tuscia, cosa che fa pensare che il loro ruolo fosse di un certo rilievo.

Esposizione di una serie di fotografie in tecnica mista che alludono al rito di ornitomanzia, dette anche Ornitografie, cioè immagini che ‘congelano’, o ‘scongelano’, altri falsi movimenti, sovrapponendo per trasparenze e scarabocchiando, tracce di uccelli sul fotogramma.

Proiezione di un video “Ornitomanzia Passavamo sulla Terra leggeri” eseguito con una sequenza di circa 90 variazioni di due immagini (collage digitali) per comporre in un falso movimento il volo di fenicotteri nello spazio.

L’allusione è ovviamente al volo migratorio dei fenicotteri e degli uccelli in generale, ma anche degli esseri umani, voli necessari e voli alla ricerca dell’altrove, ma anche il volo estremo esistenziale, contenuto nel titolo finale del corto o sottotitolo Passavamo sulla terra leggeri, che è anche il titolo di un libro di Sergio Atzeni, scrittore sardo di Cagliari (dove la foto dei fenicotteri è stata scattata nella grande salina tra la terra e il mare come esiste a Cagliari, da quando il sale era l’oro bianco estratto dai dannati del sale, così erano chiamati i lavoratori del Molentargius). Prima, di allora, i fenicotteri non c’erano, ma solo stagni salini così grandi ce ne sono anche in altre zone della Sardegna e il fenicottero sta diventando un eroe del paesaggio ecologico. Un ex migrante, oggi quasi stanziale, sedentario.   

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