Francesco Vaglica | 25 Ott 2026 | Rome Art Week

Open Studio Francesco Vaglica

Saranno esposte opere recenti di Francesco Vaglica e di Irene Fornari, che muovono dalla necessità di raccontare e raccontarsi in un dialogo pittorico schietto tra maestro e allieva.

Francesco Vaglica, nato a Roma nel 1965, è pittore attivo nella Capitale da oltre tre decenni. Protagonista di mostre personali e collettive in Italia e oltre i confini nazionali, è insegnante di disegno dal vero e pittura alla Scuola delle Arti Ornamentali del Comune di Roma. Ha fatto della pittura la materia viva con cui forgiare e portare alla luce, in una operazione di scavo intima e urgente, il suo sentirsi nel mezzo esatto tra forma e colore, natura e pittura.

Le forme nascono dal caos materico e, attraverso il segno, si riordina il dialogo tra l’opera d’arte e il fruitore. Tutto nasce dalla materia pittorica e dal gesto; dall’astrazione si approda progressivamente alla figura, spesso ispirata al mito. Attraverso il segno, il caos si trasforma in ordine compositivo e diventa spazio emotivo in cui il soggetto può abitare. Il mito, lontano dall’essere semplice riferimento erudito, si fa strumento poetico per leggere la contemporaneità; la pittura che ne risulta si muove tra forme e atmosfere cromatiche cangianti tendenti all’immateriale (le linee, liberate dalla materia, delineano i contorni delle figure e si intrecciano nello spazio) e all’astrazione, specialmente negli ultimi lavori a olio e a carboncino.

 

Irene Fornari, nata a Roma nel 1988, ha iniziato la sua formazione al Corso di Disegno dal Vero e Pittura della Scuola delle Arti Ornamentali di Roma, per poi sviluppare la propria ricerca artistica nello studio di Francesco Vaglica. Nei suoi dipinti la realtà prende corpo grazie a una pennellata corposa e stratificata, dove oggetti e figure affiorano al centro o ai margini della tela con una presenza forte, a tratti massiccia e solenne, a tratti sospesa e silenziosa, che impone la propria esistenza nel campo della tela. La felicità della pittura e del disegno derivano dal tracciare segni e vederne emergere immagini che, più che illustrare una scena, sembrano porre domande sul mistero della loro stessa esistenza. Le sue immagini affondano le radici nel vissuto personale, nei ricordi, in visioni spontanee che si impigliano nella coscienza e chiedono di essere materializzate nella materia pittorica.

Organizzatori

To top