LA FORMA DEL RICORDO | 19 Ott 2026-08 Gen 2027 | Rome Art Week

LA FORMA DEL RICORDO

Esposizione di Francesca Romana Cicia. Colore, memoria e materia dialogano tra pittura e ceramica. Da Mirror, la ricerca dell’artista incontra il design con una lampada realizzata con Poignée.

LA FORMA DEL RICORDO

Esposizione di Francesca Romana Cicia

A cura di Matteo Chincarini

Il colore, prima ancora di diventare immagine, agisce sulla percezione e sulla memoria. È attraverso questa dimensione profonda e intuitiva che si sviluppa la ricerca di Francesca Romana Cicia, artista romana che attraversa pittura, scultura e ceramica per interrogare ciò che rimane dell’esperienza: ciò che ricordiamo, ciò che si trasforma e ciò che lentamente scivola nell’oblio.

Nelle opere di Cicia la memoria non è un archivio di immagini definite, ma uno spazio fluido e stratificato, fatto di frammenti, assenze, emozioni e tracce. La superficie dell’opera diventa un luogo di scavo, una soglia attraverso la quale riportare alla luce ciò che appartiene a una dimensione nascosta della coscienza.

Al centro di questaa ricerca si trova il blu, colore ricorrente e profondamente identitario. Per l’artista è la dimensione della mente, del silenzio e delle cose nascoste; il colore di ciò che non si offre immediatamente allo sguardo. Nelle grandi superfici pittoriche, costruite attraverso velature, sovrapposizioni e trasparenze, il colore diventa materia capace di dare forma all’invisibile. Le tele evocano profondità marine, vegetazioni sommerse, grotte attraversate dalla luce o paesaggi interiori. Il confine tra realtà e immaginazione si fa incerto e lo spettatore è invitato a immergersi nell’opera, più che semplicemente a osservarla.

Eppure il blu di Cicia non è mai oscuro in senso assoluto. Dentro la profondità delle superfici emerge costantemente una presenza luminosa: una traccia, un’apertura, un punto di orientamento. La luce attraversa il blu e suggerisce che anche ciò che è nascosto può essere raggiunto e attraversato.


È nel rapporto tra presenza e assenza, tra ciò che appare e ciò che rimane celato, che si definisce la forza evocativa della sua pittura. Le forme non vengono dichiarate, ma suggerite; i segni affiorano lentamente, lasciando spazio all’immaginazione. L’opera diventa una soglia tra il visibile e l’invisibile, tra il ricordo nitido e ciò che sopravvive come sensazione. La ricerca di Cicia si apre inoltre alla ceramica, introducendo una dimensione fisica e tattile. Se nella pittura la memoria appare impalpabile, nella materia acquista corpo. Superfici smaltate, frammenti e forme organiche evocano petali, foglie e conchiglie, mentre il blu si trasforma in onda, riflesso, traccia minerale o frammento di natura.

In occasione della mostra presso MIRROR, questa ricerca entra in dialogo con il mondo del design. È presentata una lampada d’artista realizzata appositamente per la mostra in collaborazione con Poignée, nata dall’incontro tra la sensibilità creativa di Francesca Romana Cicia e la competenza progettuale dell’azienda. La lampada traduce nello spazio uno degli elementi centrali della ricerca dell’artista: la luce. Da elemento della pittura diventa materia reale del design, parte integrante dell’esperienza espositiva.

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