L'arte di Losvizzero si distingue sin dall'inizio per l'uso di congegni meccanici e per l'ibridazione tra giocattoli pop e umanoidi surrealisti. L'artista lavora con diversi mezzi espressivi; ha esposto principalmente sculture meccaniche e installazioni, anche se il disegno e la pittura rimangono, sin dall'Accademia, al centro della sua ricerca. Le opere, che si tratti di installazioni, video, fotografia o disegno, evocano spesso figure rassicuranti: giocattoli, favole per bambini, carillon alterati nell'essenza o nell'apparenza, capaci di risvegliare suggestioni dell'infanzia e inquietudini sopite. I materiali trattati sono diversi tipi di plastica e resina ma, in particolare, è un "materiale plastico ceroso" di sua invenzione a caratterizzare la maggior parte delle sue sculture e bassorilievi su carta e dipinti.
La deformità, esteriore e interiore, l'infanzia e le sue trasfigurazioni, simboli e immagini ancestrali, la maschera, sono tutti elementi ricorrenti nell'opera di Losvizzero."Il ponte per giungervi non è estetico ma interiore, il sogno e il ricordo non come fine ma come passaggio, il tunnel che mi porta nella montagna, sotto, nel ventre oscuro, mi parla del taglio di mia madre, ma anche dei miei". (F.L.)

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