Carte che Vivono riunisce quattordici volumi pop-up di particolare pregio, nei quali la carta supera la propria funzione di superficie per diventare spazio, materia e racconto. Ogni libro invita a un incontro lento e ravvicinato, dove lo sguardo si sofferma e l’immaginazione trova il proprio varco.
Carte che vivono, titolo nato da un’intuizione di Dacia Maraini, accompagna l’opera di Guido Bonacci come una dichiarazione poetica: la pagina non resta superficie, ma si apre allo spazio, alla memoria e alla meraviglia della materia viva.
La genesi del progetto nasce da una ricerca paziente e rigorosa dell’autore: carte antiche, rare e preziose, scovate in luoghi diversi del globo, vengono sottratte al silenzio degli archivi per farsi sostanza di nuovi mondi. Attraverso il collage artistico e la sapienza cartotecnica, Bonacci costruisce microscenografie e teatri in miniatura che prendono vita nel gesto lieve e rivelatore di voltare pagina.
L’esposizione si articola in dieci percorsi tematici, nei quali il libro abbandona la sola funzione di contenitore di parole per diventare scultura dinamica, paesaggio interiore, architettura dell’immaginazione. Ogni volume custodisce un frammento di memoria e lo offre allo sguardo come un’esperienza insieme infantile e sofisticata, intima e contemporanea.
Sculture di carta: volumi che sfidano la quiete della pagina, aprendosi in architetture leggere e sorprendenti.
Pagine animate: congegni sottili e segreti che rivelano narrazioni visive inattese.
Geografie dell’anima: carte nate da culture lontane che si incontrano e dialogano in un mosaico universale.
Partecipare alla Rome Art Week con Carte che Viivono significa offrire ai visitatori un tempo di contemplazione attiva, quasi un rito lento dello sguardo. In un’epoca dominata dall’immateriale, l’opera di Guido Bonacci riafferma la forza sensibile della materia e la grazia dell’analogico, trasformando ogni libro in uno scrigno prezioso in cui immergersi con gli occhi, le mani e l’immaginazione.


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