SERGIO RACANATI | DARKNESS

Installazione sonora di Sergio Racanati a cura di I S A Collective

In occasione di Rome Art Week 2019, Sergio Racanati presenta DARKNESS, installazione sonora/ambientale che parte da un’indagine provocatoria sulle nuove ipotesi di sopravvivenza umana.

La ricerca intende sviluppare un vocabolario inedito fatto di suoni sintetici, finalizzati alla costruzione e alla decostruzione dell’immaginario collettivo legato all’idea di “apocalisse”.

L’obiettivo è quello di creare le premesse per un rituale sonoro e performativo, a cui il pubblico è chiamato a partecipare. All’interno di una scatola nera, satura di sonorità acide, cupe e spiazzanti, si viene guidati verso una struggente consapevolezza rispetto all’incombente deriva dell’essere umano.

I rumori, estrapolati da ciò che l’artista definisce la “bellezza del devasto”, espressione creata per descrivere le contraddizioni e la complessità del presente, creano un ambiente di passaggio, di sospensione, di pausa, di tensione, di spaesamento, di perdita, di collasso.

Le sonorità diffuse nello spazio sono frutto di elaborazioni elettroniche, campionamenti e pattern.

L’artista ha registrato suoni ambientali in presa diretta, mescolando frammenti appartenenti a diversi contesti geografici e sociali, resi completamente irriconoscibili dalla distorsione e dalla manipolazione attuata mediante l’uso di filtri robotici e metallici.

La composizione segue una sessione ritmica di accelerazioni, decelerazioni, pause e impennate: proiettili sonori di matrice elettro/techno e sue derive.

 

Sergio Racanati (Bisceglie 1982), attraverso l’utilizzo di diversi media (video, scrittura, suono, installazione e performance), indaga la storia sociale dell’uomo in relazione all’ambiente urbano politico e architettonico. Analizzando elementi dimenticati, riflette sul rapporto tra il paesaggio urbano e lo sviluppo civile dell’uomo e studia le dinamiche tra memoria individuale e memoria collettiva. L'artista scardina la tradizionale idea di narrazione lineare e, attraverso l’uso di frammenti, restituisce un archivio della memoria culturale dove poter attingere per rileggere criticamente il nostro presente.

Attualmente impegnato alla Biennale di Curitiba in Brasile, l'artista ha partecipato a diverse mostre internazionali tra cui: IV Bienal del Fin del Mundo (Mar del Plata, Argentina, 2015); 7th Berlin Biennale, all’interno del progetto “Preoccupied” presso il KW Institute for Contemporary Art (Berlino, 2013); Mediterranea 16 Young Artist Biennial (Ancona, 2013). Ha inoltre partecipato a numerose residenze artistiche tra cui: BoCS Art/Cosenza a cura di Giacinto Di Pietrantonio (2019); Officina Italiana/Buenos Aires a cura di Massimo Scaringella (2018); KYTA (Kalga, India, 2017); Museo Pino Pascali/Polignano a Mare (2014); Harvard University a cura di Marcus Owens (2013); Z33 Kunstencentrum (Hasselt, Belgio, 2012); Edge Zones a cura di Charo Oquet, promossa da GAI - Associazione Giovani Artisti Italiani e Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo - Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane (Miami, Stati Uniti, 2013). Nel 2013 è stato vincitore del premio per la sezione Performance Art alla Biennale di New York diretta da Pietro Franesi e co-curata da Vjitaly Patsyukov e Lu Hao (2013). 

Organizzatori

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